L’UE minaccia la Russia: ecco cos’è “Swift”

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
26/02/2022

Lo scontro armato tra Russia ed Ucraina sta facendo tenere con il fiato sospeso al mondo intero, con l’Europa in particolare in forte apprensione. Sono state annunciate forti sanzioni contro la Russia, in particolare di carattere economico e finanziario: approfondiamo cos’è il sistema Swift.

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La scelta dell’UE è quella di condannare in modo netto deciso le azioni del Cremlino in terra ucraina, ma di intervenire, almeno per il momento, solo tramite sanzione economiche e finanziarie. L’idea è quella di escludere del tutto la Russia dai circuiti di pagamento internazionali, limitando tra l’altro la possibilità di vendere i propri titoli di debito in UE e in USA.

Oltre a queste vi è la sospensione dal così detto sistema “Swift“: ma di cosa si tratta esattamente? Cerchiamo di fare chiarezza insieme.

Swift: ecco di cosa si tratta

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Vediamo cosa si intende per sistema Swift, considerata come la principale arma non bellica in mano dell’Occidente. Il termine sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, si tratta nel dettaglio di una cooperativa di istituzioni finanziarie, creata nel 1973 con sede in Belgio.

Si tratta di un sistema di comunicazione, in grado di far interagire oltre 200 banche, che comunica loro l’avvenimento di qualsiasi transazione. Tale sistema è fondamentale per permettere alle autorità di rintracciare la banche mittente e destinataria di un pagamento.

Quali sarebbero le conseguenze per la Russia?

RUSSIA

Estromettere Mosca da tale circuito sarebbe l’equivalente di impedire l’entrata e l’uscita di denaro dalla Russia. Una sanzione pesantissima, che però è al vaglio degli addetti ai lavori. Una mossa del genere però ha moltissimi lati negativi: ricordiamo che l’Europa dipende per il 45% del fabbisogno di gas dalla Russia.

Togliere la Russia dal sistema Swift equivarrebbe alla chiusura della fornitura di gas, oltre che alla sospensione di ogni commercio da e per la Russia. L’export italiano verso Mosca vale circa 14 miliardi di euro, soldi che rischiano di non entrare più nelle nostre tasche.