Mantenimento figli: condizioni e requisiti

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
10/05/2021

Cassazione: niente più assegno di mantenimento al figlio maggiorenne con contratto di lavoro a tempo determinato. Secondo i giudici uno stipendio netto di almeno 900 euro sarebbe sufficiente a garantire l’indipendenza economica del figlio e, di conseguenza, la fine dell’obbligo per il genitore di versare il mantenimento.

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Con l’ordinanza n. 11746/2021 la Corte di Cassazione ha ribaltato l’orientamento sul mantenimento dei figli maggiorenni a carico: se fino ad oggi questo veniva confermato anche in caso di impiego precario del figlio, da questo momento un contratto di lavoro a tempo determinato fa venir meno l’obbligo in capo al genitore di versare l’assegno.

I giudici hanno fissato in 900 euro netti il guadagno mensile sufficiente a garantire l’indipendenza economica del figlio: per il mantenimento o meno, tuttavia, resta ferma la necessità di valutare il tenore di vita della famiglia sulla base della presenza di ulteriori eventuali redditi.

Assegno mantenimento figli: stop in caso di contratto a tempo determinato

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Cambia la normativa sul mantenimento dei figli maggiorenni: in caso di contratto di lavoro a tempo determinato da almeno 900 euro netti al mese il genitore decade dall’obbligo di versare l’assegno al figlio.

Lo ha stabilito la Cassazione con l’ultima sentenza n. 11746/2021, che ribalta la precedente ordinanza n. 19077/2020 che confermava il mantenimento anche in caso di lavoro precario del figlio (tra cui, appunto, un contratto a tempo determinato).

La decisione arriva a seguito di una controversia tra un genitore e una figlia maggiorenne con contratto a termine da 900 euro netti mensili: i giudici hanno dato ragione al padre facendo decadere l’obbligo nei suoi confronti di versare l’assegno di mantenimento alla figlia, considerata economicamente indipendente sulla base del valore del contratto in essere.

Rimane in vigore il principio del tenore di vita

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Nonostante la decisione della Cassazione, tuttavia, rimane ferma la necessità di valutare caso per caso la situazione legata alla presenza in famiglia di ulteriori redditi idonei a partecipare al tenore di vita del figlio.

Spetta comunque al giudice, infatti, stabilire volta per volta se l’eventuale contratto a tempo determinato sia sufficiente o meno a garantire l’indipendenza economica e una vita dignitosa del soggetto maggiorenne: se il principio del tenore di vita non vale nelle ipotesi di assegno di separazione o divorzio verso l’ex coniuge, questo rimane invece in vigore in relazione al mantenimento dei figli anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età.