Mascherine e tamponi: quando sono rimborsabili?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
13/01/2022

La pandemia ha inevitabilmente alzato le spese, sia dei privati che delle aziende, per adeguarsi agli standard di protezione contro il virus. Vi sono però dei casi in cui le spese sostenute per mascherine e tamponi sono rimborsabili: vediamo quando.

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Le famiglie italiane sono messe a dura prova dall’aumento dei prezzi cui si sta assistendo in questo particolare periodo storico. Oltre a questo, la pandemia ha costretto ad effettuare spese importanti per quanto riguarda le misure di monitoraggio e contenimento del virus: mascherine e tamponi su tutti. Ma c’è possibilità per le famiglie di ottenere un rimborso per queste spese?

Scopriamolo insieme nel seguente articolo.

Tamponi e mascherine: si possono portare in detrazione?

Medicine

Le spese che le famiglie devono e dovranno sostenere per continuare a combattere contro il virus, nella maggior parte dei casi, possono essere portate in detrazione. Tali spese sanitarie, rientrano tra quelle per cui si ha diritto a una detrazione IRPEF, basta indicare in dichiarazione dei redditi tutte le spese sostenute nell’arco dell’anno.


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Si possono portare in detrazione spese che vanno da un minimo di 129,11 euro a un massimo di 1000 euro, alle quali sarà detratta la percentuale del 19%. Facendo un rapido calcolo, il massimo che si può ottenere è 165,47 euro per le spese sanitarie.

Tra le spese sanitarie, rientrano anche i tamponi e le mascherine?

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Vediamo ora se i tamponi e le mascherine rientrano nella categoria delle spese sanitarie, che hanno diritto alla detrazione IRPEF del 19%. La normativa prevede che tamponi e mascherine vi rientrino a pieno, ma bisogna comunque seguire determinate regole per ottenere la detrazione.

In particolare, possono essere portati in detrazione i test “rapidimolecolarisierologici, o antigenici, eseguiti in farmacia o presso laboratori pubblici o comunque accreditati con il SSN“. Tali spese vi possono rientrare anche se pagate in contanti, non solo con metodi tracciabili, come nel caso di test eseguiti in strutture private.