Metalmeccanici nuovo contratto: aumento in busta paga

C’è l’intesa sul nuovo contratto dei metalmeccanici. Federmeccanica, Assistal e sindacati hanno siglato l’accordo per il rinnovo del Ccnl scaduto a fine 2019: previsto un aumento salariale medio di 112 euro sui minimi. Allungata anche la vigenza contrattuale.

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I lavoratori metalmeccanici italiani hanno finalmente un nuovo contratto. Federmeccanica, Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm hanno trovato un’intesa dopo mesi di trattative serrate più volte apparse vicine alla rottura. Vigenza dell’accordo fino a giugno 2024.

Per 1,6 milioni di operai previsti aumenti salariali di 112 euro mensili erogati in quattro tranches. Confermati i 200 euro all’anno di flexible benefit e l’innalzamento della percentuale per il fondo previdenziale Cometa. Siglata anche la storica riforma dell’inquadramento professionale, con l’abolizione del primo livello.

Si attende ora la consultazione con i metalmeccanici per arrivare alla firma definitiva.


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Metalmeccanici: accordo sul nuovo Ccnl

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La firma di Federmeccanica e Assistal per la parte imprenditoriale e di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm per i sindacati è arrivata dopo quattro giorni di trattative serrate, in cui sono stati sciolti prima i nodi normativi e poi quelli economici.

L’accordo sostituisce il vecchio contratto scaduto a fine 2019 ma reso ultrattivo per tutto il 2020.

Il nuovo Ccnl interessa oltre 1,5 milioni di lavoratori metalmeccanici e avrà una vigenza più lunga del suo predecessore: si parte infatti da gennaio 2021 e si arriva a giugno 2024, rispetto alla normale scadenza che sarebbe stata nel 2022.

Fulcro del nuovo accordo è la definizione di un aumento salariale medio di 112 euro sui minimi al quinto livello, e di 100 euro al terzo. L’incremento delle buste paga sarà suddiviso in più tranches: a giugno del 2021 i primi 25 euro, poi a giugno 2022 altri 25 euro, ulteriori 27 euro a giugno 2023 e infine l’ultima quota di 35 euro che sarà pagata a giugno 2024.

Si aggiungono poi i 12 euro di inflazione (Ipca) sui minimi da giugno 2020, per effetto dell’ultrattività dovuta alla struttura del Ccnl precedente.

Contratto Metalmeccanici: i punti dell’intesa

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Nel nuovo contratto nazionale vengono inoltre confermati i 200 euro all’anno di flexible benefit, che costituiscono un elemento di grande valore per l’assenza di tassazione e per l’abbattimento totale del cuneo fiscale.

L’altra novità riguarda il fronte della previdenza complementare: l’intesa prevede infatti l’innalzamento del contributo aziendale per il fondo Cometa, che dal 2022 passerà dal 2 al 2,2% per i neoiscritti under 35.


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Ma la notizia più importante è la storica riforma dell’inquadramento professionale.

Va in soffitta, infatti, il vecchio ordinamento datato 1973, sostituito da uno nuovo atto a cogliere i cambiamenti e la transizione verso la cosiddetta Industria 4.0. In quest’ultimo vengono ridefiniti i requisiti di 9 livelli di professionalità che prendono il posto delle precedenti 10 categorie, con l’eliminazione della prima come livello di ingresso, a indicare l’accrescimento di valore del lavoro nel settore metalmeccanico.

Introdotte, infine, norme sulla clausola sociale negli appalti pubblici, sulla violenza di genere e sullo smart working.

Si attende adesso la consultazione con i metalmeccanici per arrivare alla firma definitiva.

 

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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