Milleproroghe 2023, Isopensione prorogata: fino a quando e per chi

Se approvato alla Camera, il Decreto Milleproroghe farà slittare la scadenza delle Isopensioni per alcuni anni. Vediamo insieme nel dettaglio.

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È attesa per lunedì 27 febbraio l’approvazione in via definitiva del Decreto Milleproroghe 2023 alla Camera dei Deputati, dopo aver ricevuto il via libera da parte del Senato.

Un’importante novità prevista dal decreto in questione riguarda le Isopensioni, la cui scadenza era inizialmente prevista per il 2023. Vediamo insieme cosa cambia.

Decreto Milleproroghe: slitta la scadenza delle Isopensioni

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Nel decreto Milleproroghe è prevista la proroga delle Isopensioni fino al 2026. Nello specifico, gli emendamenti proposti nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato prevedono, infatti, che dopo il comma 5 dell’art.1 del ddl 452 (Milleproroghe 2023) venga aggiunto il comma 5 bis:

(…) all’articolo 1 comma 160 della legge 27 dicembre 2017 n.205, le parole 2018 – 2023 sono sostituite dalle seguenti 2018 – 2026.

Cos’è l’Isopensione

Le Isopensioni sono state introdotte per la prima volta dalla riforma Fornero (legge 92/2012) e poi estese dalla legge di bilancio del 2017 da 4 a 7 anni. Stiamo parlando di una forma di anticipo pensionistico rivolta ai lavoratori delle aziende private con un numero di dipendenti superiore a 15 e che consente di uscire dal mondo del lavoro sette anni prima rispetto a quanto previsto dagli usuali requisiti contributivi ed anagrafici previsti.

Quali sono le condizioni per l’Isopensione

Si accede all’Isopensione anche in caso di licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/1991 purché siano rispettate le seguenti condizioni:

  • l’azienda deve sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel quale indicare il numero dei lavoratori in esubero ed il termine di conclusione dell’esodo incentivato;
  • il lavoratore resta libero di aderire o meno all’anticipazione della pensione;
  • la domanda, redatta utilizzando il modello AP97, deve essere sottoscritta dal lavoratore e dal legale rappresentante dell’azienda e viene gestita telematicamente dall’Inps.

I limiti dell’Isopensione

I limiti che si applicano all’Isopensione sono i seguenti:

  • gli importi dell’Isopensione non sono oggetto di rivalutazione automatica per perequazione;
  • non sono reversibili ai superstiti e non possono essere decurtati per il pagamento di oneri come il riscatto di laurea o la ricongiunzione;
  • l’Isopensione non dà diritto ad assegni al nucleo familiare.

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