Moda: che impatto ha sull’ambiente?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
14/11/2022

La moda è uno dei settori in cui l’economia circolare e l’attenzione all’ambiente deve essere massima. Questo in quanto le persone ogni anno acquistano e buttano via una moltitudine di vestiti elevatissima, andando a generare un potenziale cumulo di rifiuti senza precedenti. Vediamo quanto impatta sull’ambiente il settore della moda.

Vestiti

Qual è il più grande problema de settore tessile a livello di sostenibilità? Senza dubbio si tratta di un meccanismo che consuma moltissima acqua ed energia per produrre i capi di abbigliamento in scala industriale, ove lo svilupparsi di enormi catene non ha sicuramente favorito l’attenzione all’ambiente.

Questo è accaduto a causa del fenomeno del fast fashion, per cui tutti vogliono poter acquistare qualsiasi capo di abbigliamento subito senza dover attendere i tempi di produzione.

Fast fashion: quanto impatta sull’ambiente?

Vestiti

Vediamo di cosa è colpevole il sistema fast fashion per quanto riguarda la crisi ambientale cui stiamo andando incontro sempre di più. Con questo meccanismo, si è creato un circolo vizioso di sovrapproduzione, in quanto le catene producono ogni anno moltissimi capi di abbigliamento in vastissime quantità.

Con questo meccanismo, ogni anno sono 17 milioni le tonnellate di vestiti che vengono prodotti, ma allo stesso tempo sono 11 milioni quelle che vengono buttate via. Questo deve far riflettere sulla portata del problema e quanto può impattare sull’ambiente a livello di rifiuti.

Vestiti: quanti ne acquistiamo ogni anno?

Vestiti

Vediamo ora quanti vestiti acquistiamo ogni anno. Stando alle statistiche proposte dall’Unione Europea, ogni anno pro capite acquistiamo circa 16 kilogrammi di vestiti. A dirlo è il report del Parlamento Europeo, che evidenzia come l’aumento rispetto agli anni 90′ è del 40%. Ma in concomitanza a questo, sta accadendo anche un altro fenomeno assai preoccupante.

La durabilità dei vestiti sta diminuendo del 36%, facendo aumentare il turnover dei nostri armadi a ritmi ben più veloci, portando così le grandi imprese a produrre sempre di più per mantenersi in linea con le necessità.