Modello Redditi Persone Fisiche 2023, online la bozza: domanda e soggetti obbligati

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
15/01/2023

È online sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza del modello Redditi Persone Fisiche 2023, destinato ai soggetti che percepiscono redditi di impresa, redditi da lavoro autonomo di titolari di partita Iva, e non solo. Vediamo nel seguente articolo chi dovrà presentare il modello Redditi PF nel 2023.

closeup-of-business-woman-making-notes-in-document-min (1)

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet le bozze delle dichiarazioni dei redditi che dovranno essere presentate nel 2023. Tra queste c’è anche quella del modello Redditi Persone Fisiche, dovuto da chi percepisce redditi di impresa, redditi da lavoro autonomo di titolari di partita Iva, ma non solo

Vediamo nel dettaglio tutti i soggetti che nel 2023 dovranno presentare il modello Redditi PF.

Modello Redditi Persone Fisiche 2023: scadenze e come presentarlo

2800agenzia-entrate

Le scadenze per poter presentare il modello Redditi Persone Fisiche 2023 variano in base alla modalità di presentazione della dichiarazione:

  • entro il 30 novembre 2023 per coloro che presentano la dichiarazione per via telematica, seguendo l’apposita procedura presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • dal 2 maggio al 30 giugno 2023 per coloro che presentano la dichiarazione in formato cartaceo presso un qualsiasi ufficio postale.

Ricordiamo che il modello in formato cartaceo può essere presentato solamente da:

  • coloro che hanno maturato redditi che non possono dichiarare con modello 730;
  • coloro che possono presentare il modello 730 ma hanno maturato redditi da iscrivere nei riquadri RM, RT, RW;
  • coloro che devono presentare la dichiarazione per conto di deceduti.

Modello Redditi Persone Fisiche 2023: da chi è dovuto?

office-with-documents-and-money-accounts (2)-min

Nel 2023 saranno chiamati a presentare il modello Redditi Persone Fisiche:

  • i lavoratori dipendenti che, nell’arco del 2021, hanno cambiato lavoro e accumulato diversi moduli di Certificazione Unica 2022 e che abbiano maturato un’imposta di oltre 12 euro rispetto a quanto già trattenuto in forma di ritenuta di imposta;
  • i lavoratori dipendenti che abbiano percepito dall’INPS o da altri enti forme di integrazione al reddito o ad altro titolo per le quali erroneamente non sia stata effettuata la ritenuta di imposta;
  • i lavoratori dipendenti che abbiano percepito redditi o altre retribuzioni da datori di lavoro senza obbligo di ritenuta di imposta;
  • i lavoratori dipendenti a cui i sostituti di imposta abbiano applicato erroneamente deduzioni o detrazioni di imposta non spettanti;
  • i contribuenti che abbiano percepito redditi sui quali non sia stata effettuata la ritenuta (in quanto l’imposta si applica separatamente);
  • i lavoratori dipendenti o percettori di altra tipologia di reddito a cui non siano state addebitate, o non siano state addebitate correttamente, le addizionali regionali e comunali (in tal caso vi è l’esonero se per ciascuna imposta il debito maturato non supera 12 euro);
  • i contribuenti che abbiano percepito nel corso del 2021 redditi da plusvalenze e di capitali che vanno tassate con imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM;
  • i docenti e titolari di cattedre che abbiano effettuato prestazioni, come lezioni private e ripetizioni, dietro compenso e debbano quindi assoggettare tali entrate a imposta sostitutiva.