Mutui variabili: da maggio la rata calerà, ecco di quanto

Stabilità dei Tassi e Impatto sui Mutui

Recentemente, la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato la sua decisione di mantenere invariati i tassi di interesse, segnalando una fase di stallo nella politica monetaria. Il tasso di rifinanziamento principale permane al 4,50%, con i tassi sui depositi e sui prestiti marginali fissati rispettivamente al 4% e al 4,75%. Questa scelta riflette una cautela della BCE nel ciclo economico attuale, che ha visto precedenti aumenti consecutivi nel tentativo di contrastare l’inflazione.

Confronto tra mutui a tasso fisso e variabile

Il mercato dei mutui risponde in maniera diversificata a questa stabilità. I mutui a tasso fisso, che attualmente offrono le migliori condizioni a un tasso del 2,87% con rata mensile di 589 euro per una durata di 25 anni, presentano un netto vantaggio rispetto a quelli a tasso variabile, il cui costo non scende al di sotto del 4,66%, con rate mensili superiori ai 700 euro. La disparità tra le due tipologie di mutuo evidenzia la diversa esposizione al rischio e alle fluttuazioni del mercato finanziario.

Previsioni future e influenza sull’inflazione

La BCE ha inoltre rivisto al ribasso le stime sull’inflazione nell’area euro, con una previsione al 2,3% per il 2024, seguita da una riduzione progressiva nei due anni successivi. Questo aggiornamento segnala un’aspettativa di moderazione della pressione inflazionistica, pur rimanendo in un contesto di incertezza economica.

Prospettive per i mutui variabili: risparmio di 20 euro al mese

Nonostante la stabilità dei tassi, gli analisti prevedono potenziali riduzioni delle rate dei mutui variabili nei mesi a venire. In particolare, tra maggio e giugno, si stima un calo modesto delle rate mensili, oscillante tra 14 e 22 euro per un mutuo medio a tasso variabile. Queste proiezioni si basano sull’analisi dei futures sugli Euribor, che riflettono le aspettative di mercato riguardo ai movimenti futuri dei tassi di interesse.