Mutuo prima casa 2022: le novità

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
06/01/2022

Per tutti i possessori di un mutuo sulla prima casa è in arrivo una buona notizia: la nuova Legge di Bilancio ha sospeso l’obbligo di pagamento delle rate, fino al 31 Dicembre 2022. Questo però solo per una determinata categoria di cittadini: approfondiamo insieme la questione.

Casa

L’obbligo di pagamento delle rate del mutuo sulla prima casa è sospeso per tutto il 2022: questo è quanto prevede il testo della nuova Legge di Bilancio. Tale misura è prevista grazie alla proroga del Fondo Gasparrini, che servirà a coprire i pagamenti non dovuti.

La sospensione del pagamento del mutuo può essere richiesta sia da lavoratori dipendenti che da indipendenti, professionisti ed imprenditori. Ma vi è un requisito essenziale: scopriamo insieme qual è e di cosa si tratta.

Mutuo prima casa 2022: ecco le novità in Legge di Bilancio

Lavori, Casa

La novità è introdotta dal testo della Manovra, precisamente all’articolo 1 comma 62, in cui vengono prorogate le disposizioni previste dal decreto cura Italia, precedentemente in scadenza al 31 Dicembre 2021. Le nuove disposizioni consentono ai lavoratori dipendenti, autonomi e agli imprenditori, di presentare domanda fino al 31 Dicembre 2022.

Questo è possibile purché sia attestata una diminuzione del fatturato superiore al 33%, avvenuta in un trimestre successivo al 21 Febbraio 2020 e precedente alla domanda.

Le regole di funzionamento rimangono invariate rispetto agli anni precedenti, dunque il Fondo Gasparrini prevedrà l’utilizzo del fondo anche ai titolari di partite IVA.

Mutuo prima casa 2022: chi non dovrà pagarlo?

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Vediamo ora chi sono i soggetti che potranno non pagare le rate del mutuo per tutto il 2022. La possibilità di presentazione della domanda viene riservata ai seguenti contribuenti:

  • coloro che hanno cessato il rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;
  • coloro che hanno cessato un rapporto di lavoro “atipico”;
  • in caso di morte o riconoscimento di handicap grave di un titolare del mutuo;
  • in caso di sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di cassa integrazione.