NASpI 2022: cosa fare quando si inizia un nuovo lavoro

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
20/01/2022

Chi percepisce la NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione, ha degli obblighi da rispettare nel caso in cui dovesse iniziare una nuova attività lavorativa, sia in proprio che come dipendente. Vediamo nel seguente articolo tutto ciò che bisogna sapere a riguardo.

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La NASpI è un’indennità mensile riconosciuta ai soggetti che incorrono in un periodo di disoccupazione involontaria.

Trattandosi di un ammortizzatore sociale, nel momento in cui inizia un nuovo lavoro il percettore è tenuto a comunicare il cambiamento della propria condizione lavorativa, in modo da evitare di trovarsi nella situazione di dover restituire le somme ricevute illecitamente.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli obblighi da rispettare.

NASpI: cosa fare se si inizia un lavoro da dipendente

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Chi percepisce la NASpI ha degli obblighi da rispettare nel caso in cui dovesse iniziare una nuova attività lavorativa, sia da lavoratore dipendente che da autonomo.

In primis è bene specificare che trovare un nuovo impiego non comporta la perdita automatica dello stato di disoccupazione: il decreto legge 4/2019 ha infatti reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupato, che si mantiene anche quando si inizia un nuovo lavoro purché si resti al di sotto di determinate soglie di reddito (8.145 euro annui per il dipendente e 4.800 euro annui per l’autonomo).

Nel momento in cui si inizia un nuovo lavoro come dipendente, è necessario inviare subito all’INPS una comunicazione utilizzando il modello NASpI-Com, disponibile sul sito internet dell’Istituto, tramite cui si va a segnalare il nuovo reddito percepito.

A questo punto, in base ai dati ricevuti, l’INPS valuterà se:

  • ridurre l’importo della NASpI dell’80% del reddito previsto da tale attività, rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data d’inizio del contratto di lavoro subordinato e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità, o, se antecedente, alla fine dell’anno;
  • sospendere la NASpI;
  • far decadere il soggetto dalla prestazione.

NASpI: come funziona invece per il lavoratore autonomo

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Lo stesso discorso vale anche nel caso in cui il soggetto percettore di NASpI avvii una propria attività autonoma: quest’ultimo è tenuto a comunicare il prima possibile la nuova situazione all’INPS.

Queste le due possibili conseguenze:

  • se la nuova attività svolta in forma autonoma genera un reddito annuo inferiore a 4.800 euro la NASpI si riduce dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno;
  • se la nuova attività svolta in forma autonoma produce un reddito annuo superiore a 4.800 euro la NASpI decade.