NASpI 2022: cosa fare quando si ricomincia a lavorare

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
12/08/2022

NASpI 2022: quali sono le regole per i percettori dell’indennità mensile di disoccupazione che hanno iniziato una nuova attività lavorativa? Vediamo nel dettaglio quali sono gli obblighi da rispettare e tempistiche da rispettare per non incorrere nelle sanzioni.

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Chi inizia un nuovo lavoro mentre percepisce l’indennità di disoccupazione mensile, la cosiddetta NASpI, è tenuto a rispettare alcuni obblighi informativi, che da quest’anno prevedono scadenze più stringenti. I soggetti che hanno iniziato una nuova attività lavorativa, infatti, devono inviare apposita comunicazione all’INPS entro 30 giorni dall’avvio del nuovo lavoro, così che l’Istituto possa procedere con il ricalcolo dell’indennità.

Vediamo come funziona e quali sono le ultime novità sul tema.

NASpI 2022: cosa fare quando si inizia un nuovo lavoro?

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Chi percepisce la NASpI e inizia un nuovo lavoro deve in primis considerare il reddito presunto derivante dalla suddetta attività lavorativa. La normativa vigente, infatti, non prevede il decadimento del beneficio nei casi in cui i soggetti:

  • intraprendono un rapporto di lavoro subordinato di durata inferiore ai 6 mesi e con reddito inferiore a 8.140 euro nell’anno solare di riferimento;
  • avviano un’attività di lavoro autonomo con reddito inferiore ai 4.800 euro nell’anno solare di riferimento.

Qualora il percettore di NASpI si trovi in una di queste due situazioni mantiene il diritto a ricevere parte dell’indennità: nel dettaglio, l’INPS effettua un ricalcolo dell’indennità, che si riduce dell’80% in funzione del reddito previsto.

NASpI 2022 e nuovo lavoro: gli obblighi

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Per continuare a percepire la NASpI in forma ridotta, coloro che hanno iniziato a lavorare devono inviare apposita comunicazione all’INPS entro 30 giorni dall’avvio della nuova attività.

Inoltre, tali soggetti sono tenuti a comunicare il reddito presunto che si andrà a percepire durante l’anno, tramite lo stesso modulo utilizzato per dare la prima comunicazione (SR161 NASpI-Com-Esteso).

La mancata comunicazione del reddito, tuttavia, non comporta la decadenza della prestazione, bensì la sua sospensione. Qualora, invece, dalla comunicazione effettuata dovesse risultare un superamento delle soglie previste per il mantenimento dello stato di disoccupazione, allora la NASpI sarà posta in decadenza.