NASpI gennaio 2023: quando arriva e a chi spetta

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
27/12/2022

NASpI gennaio 2023: confermata la data di avvio dei pagamenti, che prenderanno il via lunedì 16 per poi proseguire lungo tutta la settimana. I soggetti beneficiari, come sempre, potranno verificare la data esatta di accredito snel proprio fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS.

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Prenderanno il via lunedì 16 gennaio i pagamenti della NASpI relativi al mese di gennaio 2023. I soggetti interessati potranno verificare la data esatta dell’accredito accedendo al proprio fascicolo previdenziale sul sito web dell’INPS.

Vediamo nel seguente articolo tutte le novità a riguardo.

NASpI gennaio 2023: quando arriva?

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Gli accrediti della NASpI di gennaio 2023 prenderanno il via lunedì 16, per poi proseguire fino a venerdì 20.

Entro i primi 10 giorni del mese l’INPS dà la possibilità di verificare la data esatta del pagamento accedendo al proprio fascicolo previdenziale sul sito web dell’Istituto (in alternativa è possibile rivolgersi ai CAF o ai patronati).

Ricordiamo, infatti, che non esiste una data universale valida per tutti i beneficiari, poiché dipende da quando è stata inoltrata la domanda all’Istituto.

NASpI 2023: cos’è e a chi spetta

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La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive dei precedenti quattro anni, che devono essere almeno 13, ai lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente l’occupazione. Di seguito l’elenco delle categorie beneficiarie e di quelle escluse:

  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative.
  • operai agricoli a tempo indeterminato;
  • apprendisti.

Restano escluse da questo tipo di prestazione, invece, le seguenti categorie di lavoratori:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.