Naspi: tutti gli obblighi previsti per il lavoratore

La NASPI fornisce un sostegno mensile ai lavoratori dipendenti disoccupati involontariamente, richiedendo almeno 13 settimane di contributi precedenti alla perdita del lavoro. Presentare la richiesta entro 68 giorni è fondamentale per ottenere l’indennità, che varia in base alla retribuzione e diminuisce nel tempo.

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La NASPI, indennità mensile rivolta ai lavoratori dipendenti senza impiego involontario, richiede almeno 13 settimane di contributi nel quadriennio precedente la perdita del lavoro.

Presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione è fondamentale. L’importo varia in base alla retribuzione e diminuisce nel tempo, con l’importanza di richiedere l’indennità nei primi 8 giorni per riceverla dall’8° giorno successivo alla cessazione.

La Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)

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La richiesta di NASPI all’INPS comporta l’emissione automatica della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID), indicante la volontà di lavorare e partecipare alle politiche attive del lavoro. Questo processo sostituisce l’antecedente obbligo di recarsi al Centro per l’impiego (CPI) per sottoscrivere la DID.

Il patto di servizio personalizzato e i suoi obblighi

Dopo la domanda, è obbligatorio stipulare il “patto di servizio personalizzato” con il Centro per l’impiego locale entro 15 giorni. Non adempire a tale termine non comporta sanzioni immediate, ma il CPI convocherà il richiedente. Il patto impegna il disoccupato a rispettarne gli accordi.

Giustificare l’assenza e le consegne delle sanzioni

La mancata partecipazione alla firma del Patto di Servizio Personalizzato richiede una valida giustificazione. Secondo il Ministero del Lavoro, sono accettabili motivi come malattia, servizio militare, gravidanza, citazioni in tribunale, motivi familiari, restrizioni di mobilità o altre cause oggettive. Documentare e comunicare la ragione dell’assenza è cruciale.

Le sanzioni e la decadenza

Il mancato rispetto degli obblighi del Patto di Servizio comporta sanzioni crescenti: una penalizzazione alla prima mancata convocazione, la decurtazione di mensilità successive e, infine, la decadenza dal diritto alla prestazione. L’eventuale rifiuto ingiustificato di un’offerta di lavoro congrua comporta la decadenza dalla NASPI e lo stato di disoccupazione.

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