Negative SEO: cos’è e come farla

05/02/2021

Esistono delle tecniche di posizionamento che, con una certa pratica, permettono di affossare un sito Web. Prendono il nome di Negative SEO e talvolta sono più semplici da applicare di quanto si possa pensare. E Google che posizione assume in merito?

Come sabotare un sito Web

La maggioranza degli addetti ai lavori ne è cosciente: il mondo dei motori di ricerca non è perfetto. Esistono, infatti, delle tecniche di posizionamento chiamate Negative SEO, come amano definirle i colleghi anglofoni, che, con una certa pratica, permettono di affossare un sito Web.

Forbes ha pubblicato un articolo molto interessante sull’argomento. Non occorre prendere appunti: se frequentate forum e blog di settore avrete certamente già sentito parlare di queste tecniche distruttive.

Negative SEO: come affossare un sito Web

Come sabotare un sito Web

Nel vasto mondo di Internet, caratterizzato da una sempre maggiore concorrenza, negli ultimi tempi si sono sviluppate numerose tecniche, accorpate sotto il termine di Negative SEO, volte a mettere a rischio la sopravvivenza di un sito Web.


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La prima di queste prende il nome di Google Bowling. Essa consiste nel piazzare una quantità molto considerevole di link ad un sito, in tempi ridottissimi, allo scopo di farlo penalizzare dagli algoritmi anti-spam.

In effetti, agli occhi di Google un sito che riceve migliaia di link nell’arco di un weekend non può che essere sospetto e quindi penalizzabile.

La tecnica funziona? Assolutamente sì. Tanto è vero che alcuni consulenti SEO l’hanno messa a listino, con profitto, molto profitto. E Google è stata costretta ad ammettere che il rischio che tale pratica porti dei risultati esiste eccome.

Le altre tecniche per danneggiare i siti Internet

Come sabotare un sito Web

Veniamo ora ad altre attività che consentono di danneggiare i propri avversari sul Web:

  1. Fare la spia: informare Google che un proprio concorrente fa uso di link a pagamento (cosa che deve ovviamente essere provata).
  2. Fare il delatore: reclamare in merito al Copyright dei contenuti presenti nel sito di un concorrente (poco importa se i contenuti siano stati duplicati da un sito di altri).
  3. Fare il contraffattore: affossare un sito, attraverso il filtro anti-duplicazione, ripubblicandone i contenuti su di un altro con più spessore.
  4. Fare il terrorista: lanciare un attacco di tipo Denial of Service contro il sito di un avversario.
  5. Fare il baro: destabilizzare una campagna di PPC (pay per click) mediante un continuo click-fraud (tecnica che consiste nel generare falsi click).

 


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Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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