Netflix: per la prima volta calano gli abbonati

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
20/04/2022

Netflix mostra per la prima volta segni di debolezza: dopo infatti 10 anni cala il numero degli abbonati del colosso dello streaming perde circa 200 mila abbonati. Quali sono i fattori che hanno inciso su questo calo? Cerchiamo di fare chiarezza a riguardo.

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Dopo aver accresciuto il numero di abbonati in maniera vistosa nel periodo della pandemia, Netflix accusa il primo calo importante del numero di abbonati nel mese di Marzo. Anche gli analisti più esperti non sono in grado di dare una spiegazione all’accaduto, in quanto tutte le stime davano gli abbonamenti ancora in aumento per il primo semestre.

Ma cerchiamo di capire le motivazioni che hanno portato a questo calo degli abbonamenti Netflix.

Abbonamenti Netflix: caccia alle password condivise

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Uno dei driver che sicuramente influisce su un numero di abbonamenti inferiori rispetto a quelli effettivi, è quello delle password condivise. Molti utenti decidono di condividere l’abbonamento in più persone, con l’intento di risparmiare e non pagare il canone completo. Questo genera sicuramente meno introiti effettivi al colosso dello streaming.

Riguardo alle password condivise, vi sono anche fenomeni di pirateria, con alcune persone che mettono in vendita le proprie credenziali presso canali illegali, andando a causare un danno economico non irrilevante a Netflix.

Pesa anche l’aumento della concorrenza

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Ad influire sulla diminuzione degli abbonamenti è stata anche l’aumento della concorrenza: le piattaforme streaming che consentono di visualizzare contenuti sfruttando la rete sono in crescita, così come anche la qualità dei contenuti offerti. Piattaforme come Prime Video e Disney+ stanno alzando la qualità dei contenuti offerti, sia sulle produzioni, che su quello dei contenuti disponibili in anteprima.

Nonostante questo calo, Netflix si mostra comunque ancora saldamente leader del settore streaming online, con i ricavi che sono cresciuti nel primo trimestre di quasi il 10%, ossia di circa 7,87 miliardi di dollari. Ne godono anche gli azionisti che hanno avuto un profitto di 3 dollari ad azione.