Nuova patrimoniale in arrivo: chi sono i destinatari?

Il Fondo Monetario Internazionale starebbe lavorando all’introduzione di una nuova tassa per spingere la ripresa post Covid. Si tratterebbe di una sorta di patrimoniale che andrebbe a colpire i redditi più alti e le aziende che si sono arricchite nell’ultimo anno.

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) vorrebbe proporre l’introduzione di una tassa Covid per combattere la crisi economica dovuta alla pandemia: una sorta di nuova patrimoniale rivolta ai redditi più alti e a tutte quelle imprese che nell’ultimo anno hanno visto aumentare i propri guadagni.

L’obiettivo dell’intervento sarebbe quello di procedere ad una redistribuzione delle risorse più equa possibile, dopo un anno che ha visto aumentare ulteriormente il divario tra ricchi e poveri.

FMI: perché una nuova patrimoniale?

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Tra le varie misure per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia da Covid-19 ci sarebbe anche quella proposta dal Fondo Monetario Internazionale, il quale starebbe pensando all’introduzione di una sorta di nuova patrimoniale che vada a colpire i redditi più alti.


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L’idea è stata presentata dallo stesso FMI durante la conferenza stampa sul rapporto semestrale di monitoraggio fiscale:

“Per aiutare a soddisfare le esigenze di finanziamento legate alla pandemia, i rappresentanti politici potrebbero prendere in considerazione un contributo temporaneo di recupero, riscosso su redditi elevati o ricchezza”.

L’obiettivo principale di un intervento di questo tipo sarebbe quello di attuare una redistribuzione delle risorse più equa possibile, in risposta ad un periodo storico che ha visto aumentare ancora di più le disuguaglianze e le disparità tra ricchi e poveri.

Nuova patrimoniale: come funziona?

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Questa nuova patrimoniale, come accennato, andrebbe a colpire i redditi più alti, i quali nelle idee del FMI dovrebbero contribuire in maniera maggiore alla ripresa post pandemia.

Ma questa tassa Covid potrebbe essere rivolta anche alle imprese: nello specifico, la misura fiscale dovrebbe coinvolgere tutte quelle aziende, soprattutto multinazionali, che si sono arricchite nel corso dell’ultimo anno.

A tal proposito si è espresso il vicedirettore del Dipartimento per gli affari fiscali del FMI Paolo Mauro:

“I governi dovrebbero prendere in considerazione tasse più elevate su proprietà, plusvalenze ed eredità, magari attraverso un contributo di recupero Covid-19, un supplemento sull’imposta personale o su quella del reddito delle società”.


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Tra le altre misure per la ripresa economica al vaglio dei governi ci sarebbe anche l’ipotesi di introdurre un’aliquota fissa per le grandi società, soluzione proposta dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen e sostenuta anche dallo stesso Fondo Monetario Internazionale.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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