Nuova rottamazione cartelle: le novità sulle criptovalute

Allo studio un’ inclusione delle criptovalute per quanto concerne la rottamazione delle cartelle provando anche a far rientrare i redditi dall’estero.

Cripto

La tregua fiscale, allo studio del governo Meloni, prende forma aggiungendo sempre di nuovi dettagli. Per quanto riguarda il condono vi è l’aggiunta di una novità. Infatti entrano in gioco le criptovalute.

Si parla poi della modalità di riscossione. La nuova pace fiscale dovrebbe dividersi in tre modalità, in base all’importo dovuto:

  • cancellazione della cartella;
  • sconto sulle cifre dovute;
  • per finire, pagamento a rate.

Troviamo una novità anche per quanto riguarda il tema delle sanzioni. Si parla infatti di sconti anche su di esse. Andiamo allora insieme a vedere questi aggiornamenti nel dettaglio.

Cartelle, nella nuova rottamazionesi parla anche di criptovalute

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Sono due gli obiettivi del nuovo condono:

  • far rientrare dall’estero importi non dichiarati;
  • recuperare risorse da usare per la copertura di altre esigenze.

Quando parliamo di questa misura teniamo a dire che trova spazio una nuova edizione della voluntary disclosure.

Ci si dovrebbe infatti attenere allo schema di fondo della collaborazione volontaria del 2015-17 ma con l’aggiunta di una novità molto importante: L’estensione dell’ambito applicativo anche alle monete digitali.

Anche se va aggiunto che, finora, si ha la mancanza di una norma tributaria specifica, con la conseguente incertezza degli operatori.

Rottamazione delle cartelle

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Parlando delle modalità di riscossione, il governo sta decidendo di aprire la pace fiscale tramite tre via, in base all’importo del debito.

  • per cartelle fino a mille euro si parla di cancellazione totale. Questo stralcio interesserebbe i carichi affidati all’Agenzia delle entrate.
  • se l’importo varia tra i mille ed i 3mila si parla invece di uno sconto del 50%, con possibilità di rateizzazione in 5 anni;
  • per cartelle superiori ai 3mila euro si ha, invece, il bisogno di pagare l’importo per intero, ma con una riduzione della sansione applicata. Anche qui si può attuare il dilazionamento dei pagamenti in 5 anni.

Pace fiscale, sconti anche sulle sanzioni

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Per finire parliamo anche del tema sanzioni. Questo dovrebbe essere messo sotto revisione, la quale però, non può essere messa in atto subito. Si ha infatti prima il bisogno di lavorare ad una riforma fiscale per poi passare ai decreti.

L’imposta va pagata per intero come abbiamo detto, però se la sanzione viene ridotta al 5% con una dilatazione di lungo periodo in concomitanza ad essa si mette il contribuente in condizione di “poter pagare”.