Nuova Sabatini green: quali imprese possono richiedere i contributi

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
10/12/2022

Con la Circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022, il MiSE ha reso note le istruzioni che le PMI devono seguire per accedere alla Nuova Sabatini green, che prevede dei contributi e dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature in grado di aumentare la sostenibilità ambientale dell’impresa. Vediamo nel dettaglio chi può presentare la domanda.

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Il MiSE ha fissato termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi previsti dalla Nuova Sabatini green, la misura che prevede il riconoscimento alle piccole e medie imprese di contributi per investimenti green.

Vediamo nel seguente articolo chi può accedere agli incentivi e come presentare la richiesta.

Nuova Sabatini green: cos’è e come fare domanda

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La Nuova Sabatini green prevede il riconoscimento alle PMI di contributi fino al 30% delle spese sostenute per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature in grado di ridurre l’impatto ambientale dell’azienda.

La domanda può essere compilata a partire dal 1° gennaio 2023 in formato elettronico e inviata esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione.

L’elenco dei soggetti finanziatori aderenti alla convenzione, di volta in volta aggiornato, è pubblicato nel sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nuova Sabatini green: chi può accedere

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Secondo l’art. 4 della Circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022, possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese, oppure nel Registro delle imprese di pesca. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere personalità giuridica riconosciuta nello stato di residenza risultante dall’iscrizione nell’omologo registro delle imprese;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea, ferma restando la possibilità per l’impresa di regolarizzare la propria posizione, anche successivamente alla data di presentazione della domanda;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare “imprese in difficoltà” così come individuate, per i settori agricolo, forestale e zone rurali, al punto 14 dell’articolo 2 del regolamento ABER, per il settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca 11 e dell’acquacoltura, al punto 5 dell’articolo 3 del regolamento FIBER e, per i settori non ricompresi nei precedenti, al punto 18 dell’articolo 2 del regolamento GBER;
  • hanno la sede legale o una unità locale in Italia.

Non possono beneficiare delle agevolazioni le imprese operanti nei settori delle attività finanziarie e assicurative.