Nuovi contributi attività chiuse: requisiti e come funzionano

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
24/01/2022

La bozza del decreto Sostegni ter approvata il 21 gennaio in Consiglio dei Ministri stanzia nuovi aiuti per le attività rimaste chiuse durante l’emergenza da Covid-19. Dai contributi a fondo perduto alla sospensione dei versamenti, vediamo nel seguente articolo quali sono le misure pensate per le imprese.

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Nuovi contributi a fondo perduto e stop dei versamenti per le attività rimaste chiuse a causa della pandemia: sono questi gli interventi a favore delle imprese inseriti nella bozza del decreto Sostegni ter approvata il 21 gennaio 2022 in Consiglio dei Ministri.

In attesa della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, è già stato deciso di rifinanziare il fondo già esistente con ulteriori 30 milioni di euro.

Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti da possedere per avere accesso agli aiuti del decreto Sostegni ter.

Decreto Sostegni ter: nuovi aiuti per le attività chiuse

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Il decreto Sostegni ter, che ha passato il primo esame in Consiglio dei Ministri lo scorso 21 gennaio, dispone nuovi aiuti per le imprese rimaste chiuse a causa della pandemia. Nel dettaglio, il provvedimento introduce:

  • nuovi contributi a fondo perduto;
  • la sospensione dei versamenti dell’IVA e delle ritenute alla fonte del mese di gennaio 2022.

Nella bozza del decreto, inoltre, viene specificato che:

“Gli aiuti sono destinati a quelle attività che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate”.

Nuovi aiuti alle imprese: i requisiti

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Per finanziare i nuovi aiuti, il decreto Sostegni ter prevede il rifinanziamento con 30 milioni di euro del Fondo per le attività chiuse, dal quale sono stati erogati i precedenti aiuti per quelle imprese rimaste inattive per mesi a seguito dei primi decreti restrittivi emergenziali.

Questi i requisiti per poter fare domanda e accedere ai contributi del fondo per le attività chiuse:

  • la partita IVA deve risultare attiva in data antecedente al 26 maggio 2021;
  • l’attività prevalente della partita IVA che riceve gli aiuti risultante all’Anagrafe tributaria alla data del 26 maggio 2021 deve essere individuata dai codici ATECO 2007 elencati nell’allegato 1 del decreto MiSE del 9 settembre.