Nuovi incentivi auto nel 2024: ecobonus in ritardo, quando arriveranno?

Gli appassionati di auto e tutti coloro che sono in attesa di rinnovare il proprio parco auto con veicoli più ecologici dovranno armarsi di un po’ di pazienza. La tanto attesa attivazione degli ecobonus per l’acquisto di auto nuove ha subìto un ritardo, portando a una situazione di incertezza nel settore automobilistico.

Perché il ritardo negli ecobonus?

Previsti per dare una spinta all’acquisto di auto meno inquinanti, gli incentivi auto 2024 stanno facendo i conti con una serie di intoppi burocratici. Nonostante l’annuncio ufficiale fosse stato dato dal Ministro dell’Impresa e Made in Italy già a febbraio, l’assenza di un parere tecnico obbligatorio da parte dei vari dicasteri coinvolti ha bloccato l’erogazione dei fondi. Questo ritardo preoccupa non poco il settore automobilistico, che vede così rallentare il volume delle vendite.

Quando si prevede l’arrivo degli incentivi?

Tra iter burocratici e approvazioni mancanti, incluso il nulla osta della Corte dei conti e l’aggiornamento della piattaforma online per la prenotazione degli incentivi, si prospetta un ritardo di alcune settimane. A questo punto, sembra realistico aspettarsi che gli ecobonus possano diventare disponibili non prima della seconda metà di aprile 2024.

Dettagli sui fondi e sugli importi degli incentivi

Nonostante il ritardo, c’è un lato positivo: il budget destinato agli incentivi auto per il 2024 ha visto un aumento rispetto alle previsioni, grazie ai residui dei fondi del 2022, raggiungendo un totale di 283 milioni di euro. Questa maggiore disponibilità finanziaria permetterà di offrire incentivi più sostanziosi, soprattutto a chi sceglie di rottamare un veicolo più vecchio e inquinante.

I contributi previsti variano in base alle emissioni del veicolo acquistato e alla condizione di rottamazione: si parte da un minimo di 1.500 euro per veicoli con emissioni fino a 135 grammi per km, fino a un massimo di 13.750 euro per l’acquisto di un veicolo elettrico. Quest’ultimo importo è tuttavia subordinato al rispetto di specifici criteri, tra cui un ISEE familiare inferiore ai 30.000 euro e la rottamazione di un veicolo di categoria Euro 0, Euro 1 o Euro 2.