Nuovo bonus alberghi 2021: quando spetta e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
18/10/2021

Nel decreto Recovery, che dovrebbe essere approvato dal Governo entro il mese di novembre, ci sarà un nuovo incentivo rivolto alle imprese turistiche che effettuano interventi di efficientamento energetico o di eliminazione delle barriere architettoniche. Vediamo i dettagli della misura contenuta nel nuovo provvedimento.

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All’interno del decreto legge Recovery, su cui sta lavorando il Governo in queste settimane, ci sarà un nuovo eco-incentivo destinato alle attività che operano nel settore del turismo.

La misura dovrebbe prevedere un credito d’imposta dell’80% calcolato sulle spese sostenute per effettuare interventi di efficientamento energetico o di eliminazione delle barriere architettoniche: vediamo meglio i dettagli del bonus.

Bonus alberghi: di cosa si tratta

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Il Governo è al lavoro su un nuovo incentivo rivolto alle imprese turistiche come alberghi, agriturismi e stabilimenti balneari e termali, tra le attività più colpite dall’emergenza pandemica.

Questa misura dovrebbe seguire le stesse regole e gli stessi principi del Superbonus 110%, ma sarebbe concessa in caso di interventi di efficientamento energetico o di eliminazione delle barriere architettoniche, con un ritorno dell’80% della spesa sostenuta.

Il contributo, con tutta probabilità, dovrebbe poter essere utilizzato per finanziare anche interventi avviati e non conclusi prima dell’entrata in vigore del decreto.

Il Governo vorrebbe estendere il bonus almeno fino al 2024, mentre restano ancora da definire gli importi le specifiche modalità di fruizione del bonus.

Decreto Recovery: le altre misure di sostegno

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Ma non c’è solamente il bonus alberghi nel decreto Recovery, che dovrebbe essere approvato entro la prima settimana di novembre. Di seguito vediamo le ulteriori misure di sostegno rivolte al settore del turismo che introdurrà il nuovo provvedimento:

  • credito d’imposta del 50% per agenzie e tour operator, come incentivo allo sviluppo digitale;
  • contributo diretto del 35% per le attività con un fatturatotra i 500 mila euro e i 10 milioni di euro;
  • fondo di garanzia per le PMI pari a 100 milioni di euro;
  • contributi pari a 30 mila euro per la digitalizzazione delle strutture (per coprire almeno il 15% dell’investimento), ma con delle eccezioni (fino a 20 mila euro se la domanda al Fondo è inoltrata da imprenditrici o under 35; fino a 10 mila euro per le imprese di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).