Opzione Donna, dietrofront del Governo: a chi spetta nel 2023?

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
09/12/2022

Novità importanti per Opzione Donna, il trattamento di pensione anticipata rivolta alle lavoratrici dipendenti o autonome in possesso di determinati requisiti anagrafici. Vediamo nel seguente articolo come dovrebbe funzionare nel 2023 e chi saranno le beneficiarie della misura.

Giorgia-Meloni

Rivoluzione in vista per Opzione Donna, la misura di pensione anticipata rivolta alle lavoratrici dipendenti o autonome, ma con una novità importante. Dal prossimo anno, in base alle ultime modifiche alla Manovra, dovrebbe restringersi la platea delle potenziali beneficiarie.

Vediamo nel seguente articolo le ultime novità a riguardo.

Opzione Donna: cambia tutto

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Arrivano ancora novità relative ad Opzione Donna. Dopo le prime modifiche nella bozza della Legge di Bilancio 2023, in queste ultime ore Giorgia Meloni sembra aver fatto un passo indietro, cancellando il meccanismo di erogazione legato al numero di figli, che prevedeva come requisito anagrafico per sfruttare l’opzione:

  • 58 anni per le donne con almeno 2 figli;
  • 59 anni per le donne con un solo figlio;
  • 60 anni per le donne senza figli.

In base a ciò e agli emendamenti alla Manovra, nel 2023 le beneficiarie di Opzione Donna dovrebbero limitarsi alle seguenti tre categorie:

  • caregiver, ossia coloro “assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti”;
  • coloro che hanno subito una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa.

Opzione Donna: come funziona oggi

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Ad oggi, e fino alla data del 31 dicembre 2022, la misura consente l’accesso anticipato alla pensione alle donne in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto 58 anni di età in caso di lavoratrice dipendente;
  • aver compiuto 59 anni di età in caso di lavoratrice autonoma;
  • le lavoratrici dipendenti devono aver cessato il rapporto di lavoro;
  • avere versato almeno 35 anni di contributi (ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata).

La domanda può essere presentata esclusivamente in via telematica tramite:

  • il portale online dell’INPS;
  • gli Istituti di Patronato;
  • il Contact Center integrato dell’Istituto, contattabile gratuitamente da rete fissa al numero 803 164, o a pagamento da rete mobile al 06 164 164.

In caso di accoglimento della richiesta, saranno le strutture territoriali competenti a procedere alla liquidazione della pensione.