Pace fiscale e rottamazione 2021: nuove scadenze e proroghe

Con l’inizio del governo Draghi, ci potrebbero essere delle importanti novità anche in relazione alle modalità e alle scadenze della rottamazione delle cartelle esattoriali. La pace fiscale potrebbe arrivare da fine giugno, nel frattempo ci sono già delle indiscrezioni sulle intenzioni del nuovo esecutivo. 

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Il governo Draghi è al lavoro per cercare di risolvere non solo la situazione di emergenza sanitaria nel paese, ma anche di attuare nuovi provvedimenti che potrebbero incidere in maniera importante sulle questioni finanziarie. Si prevedono infatti delle importanti novità per quello che riguarda la rottamazione e lo stralcio delle cartelle esattoriali, con scadenze e proroghe che potrebbero cambiare rispetto a quanto previsto dal governo precedente.

In vista della pace fiscale, che dovrebbe avere il via dalla fine di giugno, infatti, il governo sta pensando di prorogare di altri due mesi la rottamazione ter, la cui scadenza era prevista proprio per la fine di febbraio. L’esecutivo precedente aveva già allungato i termini di un mese, forse volendo lasciare nelle mani del nuovo governo la scelta definitiva riguardo le cartelle esattoriali rimaste in sospeso dei cittadini.


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Oggetto della pace fiscale sono tutte le cartelle esattoriali accumulate, fino ad un valore di 5 mila euro, dal 2015 in avanti, che potranno essere rottamate pagando l’intera cifra dovuta, eliminando gli interessi calcolati sulla cifra e le sanzioni imposte per i ritardi. Non solo, ci sarà probabilmente anche la possibilità di una rottamazione a “rate”, sanabile nell’arco di due anni.

Pace fiscale: nuove scadenze e rateizzazione

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Altre avvisi, per il valore di circa 50 milioni, saranno notificati a partire da marzo, quando l’Agenzia delle entrate riprenderà il suo lavoro a pieno regime. Per chi si aspetta di essere contattato, va specificato che le comunicazioni per la riscossione delle cartelle esattoriali non saranno immediate, in quanto è stata definita la distribuzione in due anni.

Altra novità, che sarà inserita nel nuovo decreto su cui il governo Draghi sta lavorando, riguarda i famosi “ristori” introdotti dall’esecutivo di Conte per cercare di consentire alle attività economiche di potersi riprendere dopo il periodo di crisi dovuto al lockdown, alle chiusure forzate e alla situazione di emergenza in cui versa il paese.

Il termine non comparirà più nei decreti del governo Draghi che, oltre a rivedere la denominazione, provvederà anche a definire nuove modalità di assegnazione.