Pace fiscale: niente più rateizzazione per i contribuenti morosi

31/07/2021

Pace fiscale: è allo studio un nuovo meccanismo di rateizzazione in caso di morosità, con l’intento di non perdere di vista chi è inadempiente e di ottenere le cifre. Il MEF è al lavoro in tal senso, sintomo che la pace fiscale non sarà poi così serena.

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Allo studio del Ministero dell’Economia ci sono importanti cambiamenti riguardo i contribuenti morosi, in particolare in riferimento a cartelle e debiti generici.

Nel dossier sulla riforma della Riscossione consegnata al Parlamento spunta un nuovo meccanismo per rateizzare i pagamenti. L’obiettivo è quello di razionalizzarlo, così da essere più severi nei confronti dei contribuenti morosi.

Vediamo in che consiste il nuovo meccanismo e perché sarà più facile perdere i benefici della pace fiscale.

Il piano del MEF per mettere alle strette i morosi

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La normativa vigente prevede che si diventi morosi quando non risultano pagate cinque rate, anche non consecutive, del piano di dilazione.

Esiste, però, una scappatoia: è sufficiente che, in un secondo momento, il debitore versi in un’unica soluzione le rate mancanti per poter essere di nuovo ammesso ai benefici della pace fiscale.

Tale sistema, però, più che una scappatoia è da eguagliare a una vera e propria diga: negli anni sono stati accumulati migliaia di miliardi di euro tra tasse e multe in arretrato.

Il nuovo meccanismo allo studio del MEF prevede quindi una stretta ai morosi: una volta saltato il pagamento di dieci rate, non si può più essere riammessi alla rateizzazione per quegli stessi debiti.

La nuova rateizzazione nel dettaglio

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Con il nuovo sistema proposto dal MEF, il contribuente non ha più possibilità di rientrare nella pace fiscale. Tale nuova regola varrebbe per:

  • la rateazione ordinaria, che dura sei anni, per un massimo di 72 rate mensili non superiori a 100 euro e per debiti fino a 60.000 euro;
  • la rateazione straordinaria, che prevede 120 rate nell’arco di 10 anni per debiti oltre i 60.000 euro, ma in tal caso va certificata la propria situazione di difficoltà economica.

Se si inserisce questa nuova regola nel contesto di fusione tra Agenzia delle Entrate e di Riscossione, si può comprendere come l’ottica sia quella di unificare l’ente di riferimento per i contribuenti e di semplificare la procedura.


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Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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