Pagamenti e ritiro contanti 2022: nuovi limiti e cosa cambia

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
28/11/2021

Nuovo regole per i contanti a partire dal 1° gennaio 2022: il limite massimo per i pagamenti scenderà da 2 mila a mille euro a persona e ci sono novità anche per quello che riguarda il ritiro agli sportelli ATM. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le conseguenze in caso di violazione delle norme.

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Dal 1° gennaio 2022 entreranno in vigore le nuove disposizioni sui pagamenti in contanti, con il limite che passerà dagli attuali 2 mila euro ai 1.000 euro in base al decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020.

Novità anche per quanto riguarda il ritiro di contanti presso gli sportelli ATM: vediamo cosa cambierà il prossimo anno e quali sono le sanzioni in cui si può incorrere.

Contanti: nuovo limite per i pagamenti

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Novità importante nel mondo dei contanti: dal 1° gennaio 2022, infatti, non si potranno effettuare pagamenti di questo tipo superiori a 1.000 euro (999,99 euro per la precisione).

Il limite sarà valido sia per i pagamenti verso le aziende che per quelli destinati ad altre persone, compresi i compensi dei professionisti e i regali (come le donazioni a figli o parenti): in tutte queste situazioni, se l’importo sarà superiore a 999,99 euro dovranno essere necessariamente utilizzati mezzi tracciabili, come bonifici bancari o postali, assegni, carte di credito o di debito, carte prepagate e bancomat.

Va specificato, tuttavia, che per le operazioni in contanti superiori al limite consentito la banca potrà chiedere all’utente di giustificare l’operazione: in base alla risposta di quest’ultimo, la stessa banca deciderà se segnalare o meno l’operazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.

Novità anche per il ritiro di contanti

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Per quanto riguarda il limite di contanti da ritirare, invece, non è stato previsto alcun tetto massimo per i privati.

Tuttavia, il sistema dei controlli prevede che, nel caso in cui venga superata la soglia di 10 mila euro in un mese, l’istituto di credito è obbligato a chiedere spiegazioni a riguardo al proprio cliente, in base a quanto previsto dalla normativa in materia di antiriciclaggio.

Se si tratta di operazioni sospette, l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), avvisata dalla direzione centrale della banca, informerà la Procura della Repubblica, che a sua volta deciderà se avviare o meno eventuali indagini più approfondite.