Pagamenti elettronici: da quando scattano le multe

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
25/06/2022

Per i commercianti che non rispettano l’obbligo di pagamenti elettronici sono arrivo le prime multe. Infatti, a partire dal 30 giugno, in caso di violazione, scatterà una multa pari a 30 euro, più il 4% del valore della transizione.

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A partire da giovedì prossimo, 30 giugno, i commercianti non potranno più rifiutare i pagamenti elettronici, poiché, altrimenti, scatterà la multa.

Dopo otto anni dall’introduzione dell’obbligo di accettazione dei pagamenti tramite Pos, il decreto Recovery bis ha introdotto le sanzioni in merito alla violazione dell’obbligo.

Pagamenti elettronici 2022: a quanto ammonta la multa

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L’obbligo di consentire i pagamenti elettronici è stato introdotto nel 2012 ma inizialmente non sono state introdotte sanzioni legate alla violazione dell’obbligo. Infatti, secondo quanto previsto dalla normativa, se i clienti vedevano rifiutarsi da parte dei commercianti il pagamento con carta di credito o bancomat, avevano il diritto di non pagare fino a quando la controparte non avesse accettato il pagamento elettronico.

Il decreto Recovery ha introdotto a tal proposito una sanzione pari a 30 euro, più il 4% in più del valore della transizione. Dunque, per esempio, se un commerciante si rifiutasse di accettare un pagamento elettronico di 50 euro, la multa sarebbe pari a 32 euro.

L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo di carte di credito, bancomat e servizi tracciabili per i pagamenti, in modo tale da contrastare l’evasione fiscale. Secondo quanto previsto dalla legge, i pagamenti elettronici devono essere accettati sia dagli esercenti commercianti sia dai professionisti, come tassisti, idraulici o medici.

Come segnalare la violazione

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Nel caso in cui l’esercente rifiuti il pagamento elettronico, il cittadino può segnalarlo alla Guardia di Finanza attraverso il numero gratuito 117 o rivolgendosi al più vicino reparto locale. Se non ci sono pattuglie disponibili è possibile che le Fiamme Gialle non intervengano subito per fare la multa, che potrebbe arrivare in un momento successivo. La segnalazione verrà comunque utilizzata anche come “indicatore di rischio” per indirizzare successivi controlli sulla regolarità fiscale.