Pagamenti in contanti 2022: limite di 15 mila euro per gli stranieri

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
05/01/2022

Dal 1° gennaio 2022 è sceso a 1.000 euro il limite massimo per i pagamenti in contanti effettuati dai residenti in Italia. La norma, tuttavia, non riguarda gli stranieri che effettuano transazioni cash nel nostro Paese: per loro la soglia massima è stata infatti confermata a 15.000 euro. 

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Il tetto massimo dei pagamenti in contanti previsti per i soggetti stranieri non residenti in Italia resta fissato a 15.000 euro. Nessuna novità a riguardo, con la conferma della preventiva comunicazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate da parte del venditore di beni o servizi.

Tuttavia, la deroga al limite generale di 1.000 euro, in vigore dal 1° gennaio 2022, non si applica alla totalità delle operazioni compiute dagli stranieri, ma solamente a quelle legate al turismo effettuate da attività di commercio al minuto e agenzie di viaggio.

Limite contanti 2022: per gli stranieri resta a 15.000 euro

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A partire dal 1° gennaio 2022 il limite massimo per le operazioni in contanti effettuate in Italia è sceso da 2.000 a 1.000 euro (999,99 per la precisione).

Questa norma, tuttavia, è valida solamente per i soggetti residenti nel nostro Paese: per gli stranieri, invece, è stata confermata la deroga prevista dal decreto legge n. 16/2012, che all’articolo 3 fissa il tetto massimo dei pagamenti effettuati in contanti a 15.000 euro.

Anche questa regola, però, non riguarda tutti: interessati dalla deroga sono solamente gli operatori del settore del commercio al minuto e delle agenzie di viaggio in grado di vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia.

Per queste operazioni resta fermo l’obbligo di preventiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate da parte del venditore di beni o servizi.

Pagamenti in contanti: limite a 1.000 euro per i cittadini italiani

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Come già ampiamento discusso, invece, dal 1° gennaio 2022 per i residenti in Italia il limite dei pagamenti in contanti è sceso a 1.000 euro.

La regola è valida sia per i pagamenti verso le aziende che per quelli destinati ad altre persone, compresi i compensi dei professionisti, i regali e le donazioni: in tutte queste situazioni, se l’importo sarà superiore a 999,99 euro dovranno essere necessariamente utilizzati mezzi tracciabili, come bonifici bancari o postali, assegni, carte di credito o di debito, carte prepagate e bancomat.

Per i pagamenti in contanti superiori al limite consentito, tuttavia, la banca può chiedere all’utente di giustificare l’operazione: in base alla risposta di quest’ultimo, la stessa banca deciderà se segnalare o meno l’operazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.

Per quanto riguarda, invece, il limite di contanti da ritirare, non è stato previsto alcun tetto massimo per i privati. Qualora, però, venga superata la soglia di 10 mila euro ritirati in un mese, l’istituto di credito è obbligato a chiedere spiegazioni al proprio cliente, in base a quanto previsto dalla normativa in materia di antiriciclaggio.