Pagamenti in contanti 2022: limite e sanzioni

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
16/11/2021

Dal 1° gennaio 2022 entrerà in vigore il nuovo limite ai pagamenti in contanti, che passerà dagli attuali 2 mila a mille euro in base al decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. Ma cosa succede se si oltrepassa questa soglia massima? Sono due le conseguenze a cui si può andare incontro: vediamole insieme.

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A partire dal 1° gennaio 2022 non si potranno effettuare pagamenti in contanti superiori a mille euro. Questo nuovo limite, introdotto dal decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, è la metà di quello attuale, fissato a 2 mila euro, e rappresenta un ulteriore passo in avanti nella lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro.

Ma quali sono le sanzioni se si supera questa soglia? Il regolatore ha previsto due tipologie di conseguenze: vediamo nel dettaglio quali sono e come funzionano.

Limite ai pagamenti in contanti: cosa cambia nel 2022

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È in arrivo un nuovo cambiamento radicale nel mondo dei contanti: dal 1° gennaio 2022, infatti, non si potranno effettuare pagamenti di questo tipo superiori a mille euro (999,99 euro per la precisione).

Il limite sarà valido sia per i pagamenti verso le aziende che per quelli destinati ad altre persone, compresi i compensi dei professionisti e i regali (come le donazioni a figli o parenti): in tutte queste situazioni, se l’importo sarà superiore a 999,99 euro dovranno essere necessariamente utilizzati mezzi tracciabili, come bonifici bancari o postali, assegni, carte di credito o di debito, carte prepagate e bancomat.

Va specificato, tuttavia, che per le operazioni in contanti superiori al limite consentito la banca potrà chiedere all’utente di giustificare l’operazione: in base alla risposta di quest’ultimo, la stessa banca deciderà se segnalare o meno l’operazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) di Banca d’Italia.

Ma quali sono le altre conseguenze in caso di superamento della soglia massima?

Superamento limite pagamenti in contanti: le sanzioni

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Il regolatore ha previsto due differenti ripercussioni sul soggetto che effettua un pagamento in contanti superiore a mille euro.

La prima consiste nel venire segnalati all’Agenzia delle Entrate, finendo quindi nel mirino del Fisco per i controlli antiriciclaggio. La seconda conseguenza, invece, è una sanzione amministrativa definita sulla base del decreto legislativo 90/2017 riformato di recente.

L’importo minimo della multa è pari al limite fissato per i pagamenti in contanti, quindi 2 mila euro fino al 31 dicembre 2021 e mille euro dal 1° gennaio 2022, e cresce poi in relazione all’ammontare dell’esborso in contanti.

Ben più salate le sanzioni per i professionisti che non segnalano le irregolarità agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate: in questo caso le multe vanno da un minimo di 3 mila ad un massimo di 15 mila euro.