Pagamenti Pos 2023, verso la riforma: di cosa si sta discutendo

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
05/03/2023

È stato istituito un tavolo tecnico finalizzato a mitigare le spese fino a 30 euro a carico degli esercenti di attività di impresa, arti o professioni. Vediamo insieme nel dettaglio cosa prevede il tavolo tecnico rispetto a quanto stabilito dall’ultima Legge di Bilancio.

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Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato di aver istituito il tavolo tecnico per individuare le soluzioni volte a contenere i costi delle transazioni elettroniche, compresi i pagamenti tramite Pos.

Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si sta discutendo e cosa ha stabilito la Legge di Bilancio per il 2023 a proposito dei pagamenti elettronici tramite Pos.

Pagamenti elettronici: istituito il tavolo tecnico

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Secondo quanto stabilito dal Mef, il tavolo tecnico si pone come obiettivo quello di mitigare le spese fino a 30 euro a carico degli esercenti di attività di impresa, arti o professioni con ricavi e compensi relativi al 2022 inferiori a 400mila euro.

Inoltre, il tavolo sarà utile a favorire il confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e altri soggetti.

Il dibattito sui pagamenti con Pos

Uno dei principali dibattiti che animeranno il tavolo tecnico riguarda i pagamenti con Pos, soprattutto dopo quanto decretato dal governo Meloni tramite l’ultima Legge di Bilancio.

Le sanzioni, infatti, sono rimaste per chi nega l’uso del Pos oltre i 30 euro di spesa, ma allo stesso tempo è stato istituito un tavolo permanente per limitare i costi obbligati dei pagamenti digitali a carico degli esercenti.

Cosa ha stabilito la Legge di Bilancio

Inizialmente il governo Meloni avrebbe voluto aumentare da 30 a 60 euro il limite delle transazioni oltre le quali scattano le sanzioni per mancato utilizzo del Pos. Tuttavia, il tetto dei 30 euro era compreso da uno degli obiettivi del Pnrr sulla digitalizzazione delle procedure centrati a fine giungo dal governo Draghi e di conseguenza la Commissione europea ha bocciato la proposta dell’esecutivo.