Pagamenti POS e sanzioni: il piano di Draghi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/08/2021

Il piano Draghi contro l’evasione fiscale prevede sanzioni per coloro che rifiutano pagamenti con il POS, in rispetto degli impregni presi con l’Europa, i quali prevedono una riduzione dell’evasione fiscale del 15 % rispetto ai livelli del 2019. Scopriamo quali sono i piani previsti dal Governo.

carta credito ecommece

Draghi sta lavorando a un piano contro l’evasione fiscale e sono previste sanzioni per chi rifiuta pagamenti con il POS. Infatti, tra gli impegni presi con l’Europa è compreso quello che prevede la riduzione al minimo delle occasioni di elusione ed evasione delle tasse. L’Italia si è impegnata a ridurre l’evasione del 15% rispetto ai livelli raggiunti nel 2019.

Pagamenti POS: cosa prevede il piano di Draghi

ec-cash-1750490_1920Il piano di Draghi non prevede il ricorso obbligatorio ai pagamenti tracciati, bensì l’obiettivo è quello di incentivare l’uso dei pagamenti POS, ma non di renderli obbligatori sempre e comunque.

Per fare in modo che ciò accada, il Governo sta estendendo il cosiddetto bonus POS e vuole scoraggiare negozianti, imprenditori e commercianti che non possiedono dispositivi adatti.

Perciò, l’idea dell’Esecutivo è quella di introdurre sanzioni per coloro che rifiutano i pagamenti POS, anche se non saranno resi obbligatori i pagamenti tracciabili; sarà obbligatorio per tutti disporre degli strumenti consoni.

Le novità introdotte dalla riforma Draghi

banking-4896672_1920L’obiettivo di Draghi è quello di riprendere il piano Cashless attivato dal precedente Governo prima dello scoppio della pandemia da Covid-19.

Infatti, il POS obbligatorio per gli esercenti è già stato introdotto dal 2014, ma non è stato previsto alcun tipo di sanzione nei confronti di chi non rispettava tale imposizione. Si era infatti parlato dell’introduzione di possibili multe solo nel decreto fiscale 2020, tuttavia l’articolo che si occupava di tali sanzioni è stato poi cancellato.

Ad oggi, non è stato ancora definita l’entità delle nuovi sanzioni e su quando e come saranno introdotte le precedenti, tuttavia, sappiamo che il Governo punta a ridurre l’evasione del 15% rispetto ai livelli raggiunti nel 2019, come previsto dagli impegni presi con l’Unione Europea.