Partita IVA: quando va aperta obbligatoriamente?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/06/2022

Spesso si sente parlare delle differenze tra lavoratori in possesso della partita IVA e dei altri che invece non ne sono in possesso. Ma quando è previsto l’obbligo per legge di aprirne una? Quali sono le condizioni lavorative che fanno sorgere l’obbligo? Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

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Prima di rispondere alla domanda principale, cerchiamo di fare chiarezza sulla situazione normativa dell’IVA, l’imposta sul valore aggiunto. Questa viene disciplinata da un decreto del 1972, ed è un’imposta che grava sulla cessione di beni e prestazione di servizi che vengono effettuate da professionisti che svolgono attività di impresa, di arte o di professione.

Ci sono però dei casi in cui aprire la partita IVA è obbligatorio ed altri in cui è solo consigliato: vediamo tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Partita IVA: quando è obbligatoria per imprenditori e società

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Vediamo i casi in cui aprire la partita Iva è obbligatoria per imprenditori e per le società. Peri i primi l’obbligo sorge quando si svolge un’attività commerciale caratterizzata da ripetitivitàregolarità e sistematicità di alcuni atti economici. Ecco di seguito la lista delle attività che si considerano commerciali:

  • attività industriali dirette alla produzione di beni o servizi;
  • attività di intermediazione nella circolazione dei beni;
  • attività di trasporto di persone e merci;
  • attività bancaria e assicurativa;
  • altre attività ausiliare a quelle appena citate.

A queste si aggiungono le attività agricole, che sono quelle volte:

  • alla coltivazione del fondo;
  • alla selvicoltura;
  • all’allevamento di animali;
  • alla trasformazione o all’alienazione di prodotti agricoli.

Per le società l’obbligo sorge quando si utilizzano le seguenti forme di società:

  • società di persone e assimilate, come società in nome collettivo (s.n.c.), società in accomandita semplice (s.a.s.), società di fatto e d’armamento;
  • società di capitali, quali società per azioni (s.p.a.), società in accomandita per azioni (s.a.p.a.), società a responsabilità limitata (s.r.l.), società di mutua assicurazione e cooperative;
  • società costituitesi all’estero.

Partita IVA: quando è consigliata l’apertura?

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Vediamo ora invece quali sono i casi in cui aprire una partita IVA non è obbligatorio ma è solamente consigliabile. Il caso principale è quello del soggetto che svolge due lavori. In questo caso a livello normativo non vi è alcun obbligo, ma in futuro nelle intenzioni del contribuente potrebbero sorgere le connotazioni di abitualità e prevalenza rispetto all’occupazione principale.

Questo conviene quando il secondo lavoro prende sempre più la connotazione di abitualità, al punto da essere considerato al pari se non superiore al rapporto di lavoro subordinato cui si è già sottostanti.