Partita Iva: spetta la disoccupazione?

Quando si chiude un’attività professionale con partita Iva, spetta la disoccupazione? Questa è la domanda che si sono posti in molti, in quanto non è ben chiaro se spetterà loro la Naspi o qualsiasi altra forma di trattamento integrativo.

Lavoro, Triste

Lo scorso anno si è registrato un crollo delle aperture delle nuove partite Iva dopo il boom del periodo post pandemia e c’è chi, ad inizio 2023, si chiede se sia una buona idea aprire un’attività. Proprio per questo ci si chiede se per coloro che chiudono un’attività con partita Iva spetti o meno la disoccupazione.

Chiusura della partita Iva: come funziona?

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Facciamo chiarezza in primis per quanto riguarda la chiusura della partita Iva. Per farlo è necessario inviare all’Agenzia delle Entrate i seguenti moduli:

  • il modello AA9/12, lo stesso per le variazioni della propria partita Iva, che è quello usato anche per chiudere un’attività professionale o un’impresa individuale;
  • il modello AA7/10 (per i soggetti non persone fisiche ovvero associazioni, enti e società);
  • il modello ANR3 usato per chiudere una partita Iva per soggetto residente all’estero.

Naspi: si può avere con partita Iva?

Vediamo i requisiti per accedere alla Naspi, cercando di capire se è possibile accedervi con partita Iva. Per averla è necessario che vi siano i seguenti requisiti:

  • l’attuale stato di disoccupazione;
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni anteriori all’inizio del periodo di disoccupazione.

La richiesta della Naspi può essere avanzata solamente nel caso di licenziamento e di dimissioni per giusta causa. Ma spetta alle partite Iva?

Naspi partite Iva: spetta in un solo caso

La Naspi potrebbe spettare a coloro con partita Iva solamente nel caso in cui un soggetto la mantiene, ma dopo essere stato licenziato da un lavoro subordinato. La domanda per la Naspi va fatta entro 68 giorni dal licenziamento.

Iscro: cos’è e come funziona

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Vediamo ora invece cos’è e come funziona l’Iscro. Questa è una possibilità che spetta esclusivamente agli autonomi della Gestione separata Inps ed operativa in ipotesi di forte riduzione del reddito prodotto. L’ISCRO di fatto consiste in una indennità per lavoratori autonomi con partita Iva che, in qualche modo, può essere equiparata ad una cassa integrazione

 

 

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