Partite IVA: contributi a fondo perduto in ritardo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
23/06/2021

Martedì 22 giugno sono partiti i primi contributi a fondo perduto stanziati dal decreto Sostegni bis, per una cifra complessiva superiore ai 5 miliardi di euro. I bonifici, inizialmente attesi per il 16 giugno, sono stati inviati con qualche giorno di ritardo. Dura la reazione di Confesercenti, che chiede al MEF spiegazioni sui motivi del rinvio.

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Nella giornata di martedì 22 giugno 2021 sono stati inviati i bonifici con i contributi a fondo perduto stanziati dal Sostegni bis a favore delle partite IVA in difficoltà a causa dell’emergenza Covid.

I pagamenti, disposti con qualche giorno di ritardo rispetto alla data del 16 giugno inizialmente designata dal ministro dell’Economia Franco, arriveranno nei conti correnti di quasi 1,8 milioni di beneficiari, per un cifra complessiva che supera i 5 miliardi di euro.

Polemica la reazione di Confesercenti, che esige chiarezza dal MEF sui motivi del ritardo.

Contributi a fondo perduto: bonifici inviati in ritardo

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in una nota congiunta con l’Agenzia delle Entrate, ha comunicato ufficialmente l’avvio della fase dei pagamenti dei contributi a fondo perduto destinati alle partite IVA stanziati nell’ultimo decreto Sostegni bis.

I bonifici, inviati nella giornata di martedì 22 giugno e in ritardo rispetto alla data del 16 giugno annunciata inizialmente dal MEF, verranno accreditati in via automatica nei conti correnti di quasi 1,8 milioni di beneficiari, per una cifra complessiva di aiuti che supera i 5 miliardi di euro.

A questi pagamenti si vanno poi ad aggiungere i circa 38 mila crediti d’imposta riconosciuti ai soggetti che hanno optato per questa diversa modalità di erogazione del ristoro, per un valore totale intorno ai 160 milioni di euro.

Contributi in ritardo: Confesercenti chiede chiarezza

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I sei giorni di ritardo nei pagamenti dei contributi a fondo perduto non sono andati giù a Confesercenti, che ha dovuto fare i conti con migliaia di segnalazioni da tutta Italia da parte di partite IVA in attesa di ricevere i bonifici.

Ad aggravare la situazione si aggiunge il fatto che alcune attività stanno ancora aspettando i contributi stanziati dal primo Sostegni o, addirittura, dal decreto Ristori.

Dopo le parole pronunciate nelle scorse settimane dal ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, che aveva assicurato come entro il 16 giugno l’Agenzia delle Entrate avrebbe fatto partire i bonifici, Confesercenti ora chiede chiarezza sui motivi dei ritardi, considerati rilevanti per migliaia di partite IVA che necessitano di liquidità per ripartire con la propria attività nel più breve tempo possibile.