Partite IVA, contributi a fondo perduto perequativo: requisiti e importi

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
17/11/2021

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito in data 12 novembre 2021 i requisiti e gli importi dei nuovi contributi a fondo perduto perequativo. Confermata la perdita di bilancio pari ad almeno il 30%: vediamo insieme tutte le indicazioni contenute nel decreto attuativo del MEF.

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del MEF che sblocca i nuovi contributi a fondo perduto perequativo. Beneficiari dei fondi saranno le partite IVA in possesso dei requisiti fissati dal provvedimento.

I pagamenti dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno, ma non si conoscono ancora le modalità di invio delle domande e le scadenze da rispettare.

Vediamo meglio tutte le novità a riguardo.

Contributi a fondo perduto perequativo: beneficiari e requisiti

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Il MEF ha pubblicato in data 12 novembre 2021 il decreto attuativo relativo ai contributi a fondo perduto perequativo: destinatari saranno i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione, o che producono reddito agrario, residenti o stabiliti nel territorio italiano e che abbiano subìto un peggioramento del risultato economico d’esercizio tra il periodo d’imposta 2020 e 2019 pari ad almeno il 30%.


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Confermata quindi la percentuale di perdita di esercizio, in linea con quanto già disposto per gli altri contributi a fondo perduto erogati negli scorsi mesi.

L’ufficialità è arrivata solamente in seguito all’ok da parte dell’Unione Europea: ora si attende solamente il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che fisserà le scadenze e le modalità di invio delle istanze.

Contributi a fondo perduto perequativo: come calcolare gli importi

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Il decreto attuativo del MEF ha stabilito anche l’importo massimo del contributo a fondo perduto perequativo, che sarà pari a 150 mila euro a partita IVA.

La somma esatta a cui si ha diritto andrà invece determinata secondo la procedura indicata all’articolo 2 comma 1 del decreto. Dopo aver calcolato  la differenza tra il risultato economico d’esercizio del 2020 con quello del 2019, bisognerà sottrarre gli eventuali altri contributi a fondo perduto ricevuti nell’ultimo anno e mezzo grazie ai vari decreti emergenziali; fatto ciò, al risultato ottenuto andrà applicata la percentuale del valore di ricavi e compensi del 2019:

  • 30% fino a 100 mila euro;
  • 20% da 100 mila a 400 mila euro;
  • 15% da 400 mila a 1 milione di euro;
  • 10% tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 5% tra 5 e 10 milioni di euro.

Se l’ammontare dei finanziamenti già ricevuti è uguale o superiore alla differenza tra il risultato economico di esercizio tra il periodo d’imposta 2020 e 2019, non spetterà alcun nuovo contributo.


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