Partite IVA in regime forfettario e riforma fiscale: cosa cambia

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
07/10/2021

Dopo l’approvazione della legge delega, il Governo si è messo subito al lavoro per definire i punti principali della futura riforma fiscale. Novità importanti sono attese anche per le partite IVA in regime forfettario: vediamo insieme quali sono le modifiche più probabili alla normativa di riferimento.

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Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato la legge delega sulla tanto attesa riforma fiscale. Adesso la palla passa in mano al Parlamento, che dovrà a sua volta dare l’ok al provvedimento.

Tra i vari punti trattati c’è anche quello relativo alle partite IVA in regime forfettario. A tal riguardo sono molto probabili dei cambiamenti alla normativa: vediamo insieme quali sono le ipotesi più discusse.

Partite IVA a forfait: cosa cambia

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È stata approvata in Consiglio dei Ministri la legge delega sulla riforma fiscale, che rappresenta il primo importante passo verso il rinnovamento della macchina del Fisco.

Tra i soggetti interessati dal futuro provvedimento ci sono anche le partite IVA in regime forfettario. Considerando anche le valutazioni espresse dalle Commissioni parlamentari nel documento di sintesi sul sistema tributario italiano diffuso a giugno 2021, il regime agevolato e semplificato per le piccolissime imprese e i lavoratori autonomi dovrebbe essere confermato per un livello di fatturato non superiore a 65 mila euro l’anno: in tal caso l’aliquota proporzionale sarebbe al 15%, con un abbassamento al 5% per i primi 5 anni di attività.

Inoltre, nella futura riforma fiscale è auspicata anche l’introduzione di un meccanismo che non ostacoli la crescita di fatturato delle microimprese, dei professionisti e dei lavoratori autonomi, mediante l’attivazione di un regime transitorio che accompagni il contribuente verso la transizione al regime ordinario di tassazione IRPEF.

Le raccomandazioni della Commissione Finanza e Tesoro

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Di seguito riportiamo le ulteriori raccomandazioni profuse dalla Commissione Finanza e Tesoro in relazione alle partita IVA a forfait:

  • nel caso in cui il contribuente, in un determinato periodo d’imposta, consegua un ammontare di fatturato superiore alla soglia di 65 mila euro, ma inferiore ad un tetto opportunamente individuato, si auspica l’introduzione di un regime opzio­nale, con scelta irrevocabile da parte del soggetto passivo d’imposta per la continuazione del regime forfettario nei due periodi d’imposta successivi (a condizione che in ciascuno di detti periodi d’imposta il contribuente dichiari un volume d’affari incrementato di almeno il 10% rispetto a quello di ciascun anno precedente);
  • le aliquote dell’imposta sostitutiva previste potranno essere aumentate, per il biennio in questione, rispettivamente, dal 15 al 20% e dal 5 al 10%;
  • si raccomanda, inoltre, di accordare in favore del contribuente, come ulteriore misura di accompagnamento, la limitazione dei poteri di accertamento dell’Agenzia delle Entrate per il periodo di vigenza dell’opzione;
  • al termine del biennio agevolato, i contribuenti che hanno esercitato l’opzione fuoriuscirebbero automaticamente e definitivamente dal regime forfettario.