Partite IVA, obbligo fattura elettronica non rispettato: le sanzioni

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
13/12/2022

Dal 1° ottobre di quest’anno è entrato in vigore in misura piena l’obbligo di fatturazione elettronica per le partite IVA, esteso anche a quelle che rientrano nel regime forfettario agevolato. Vediamo nel seguente articolo quali sono le conseguenze per chi non rispetta tale obbligo.

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Da quest’anno tutte le partite IVA sono soggette all’obbligo di emettere fattura elettronica. Il 1° ottobre è terminata la fase di moratoria delle sanzioni, disposta in seguito all’estensione dell’obbligo alle partite IVA in regime forfettario.

Vediamo ad oggi cosa prevede il meccanismo sanzionatorio nei confronti di chi non si adegua alla nuova regola.

Obbligo fattura elettronica: il meccanismo sanzionatorio

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Cosa prevede la normativa nei confronti delle partite IVA che non si sono adeguate all’obbligo di fatturazione elettronica?

Chi non emette la fattura elettronica entro 12 giorni successivi a quello di effettuazione dell’operazione viene punito in base alle previsioni dell’art. 6 co. 2 del D.Lgs. n. 471/1997 e, pertanto, con l’applicazione di una sanzione che può oscillare dal 5% al 10% dei corrispettivi, con un minimo di 500 euro se dall’errore non derivano conseguenze sul calcolo dell’IVA o delle imposte sui redditi.

Qualora il contribuente abbia tempestivamente registrato il corrispettivo ai fini delle imposte dirette e abbia altresì provveduto alla tardiva emissione della fattura, verrà assoggettato alla sanzione residuale di cui all’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 6 del D.Lgs. n. 471/1997, ricompresa tra 250 euro e 2.000 euro (Risposta dell’Agenzia delle Entrate all’istanza di interpello n. 520/2021).

Obbligo fattura elettronica anche per i forfettari

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Ricordiam che dal 1° luglio 2022 anche i titolari di partita IVA in regime forfettario sono obbligati a presentare la fattura elettronica. Nello specifico, i contribuenti che nel 2021 hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro, di conseguenza, sono obbligati ad emettere, conservare e ricevere le fatture in formato elettronico a partire dal prossimo mese.

L’esonero dall’obbligo, invece, spetta a circa 800.000 partite IVA, tra micro imprese, lavoratori autonomi e professionisti.