Partite IVA, regime forfettario 2022: requisiti e tassazione

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
28/11/2021

Cosa cambia per le partite IVA in regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2022? Sarà il testo definitivo della prossima Legge di Bilancio a definire tutte le novità: nel frattempo vediamo come funziona il sistema di tassazione per questa categoria di soggetti e quali sono i requisiti per accedervi.

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Per le partite IVA in regime forfettario potrebbero esserci novità importanti nella Legge di Bilancio 2022 attualmente al vaglio del Senato, prima su sutte l’obbligo di fatturazione elettronica.

In attesa di notizie certe, vediamo nel dettaglio come funziona questo particolare regime fiscale e quali sono i parametri da rispettare per poter entrare a farne parte.

Regime forfettario 2022: aliquote e come funziona
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Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le partite IVA individuali, introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 (e poi rinnovato con la Legge di Stabilità del 2016 e la Legge di Bilancio 2020) con l’obiettivo di garantire alcune semplificazioni sia a livello di tassazione che a livello contabile.

Nel dettaglio, il regime forfettario prevede l’applicazione di un’aliquota fissa su ricavi e compensi fino ad un massimo di 65.000 euro annui:

  • al 15% per la generalità delle partite IVA;
  • al 5% per le start up.

Per calcolare quante tasse si pagano effettivamente, quindi, bisogna moltiplicare l’importo fatturato per l’aliquota fiscale del 15% (o del 5% se si è una start up) e successivamente moltiplicare il risultato ottenuto per il coefficiente di redditività.

Regime forfettario 2022: i requisiti di accesso

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I parametri da rispettare per accedere al regime forfettario dovrebbero rimanere gli stessi anche per il prossimo anno: in quest’ottica, infatti, non emergerebbero novità dalla bozza della Legge di Bilancio 2022.

Come già accennato nel paragrafo precedente, il primo requisito per i soggetti titolari di un’attività d’impresa, arte o professione, è avere ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro annui.

Oltre a ciò, alle partite IVA in regime forfettario è richiesto:

  • di non aver sostenuto spese superiori a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti;
  • di non aver percepito oltre 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o da pensione. Tale soglia non si applica ai lavoratori licenziati o che si sono dimessi, che quindi hanno libero accesso al regime agevolato.

È bene specificare che nel caso in cui si svolgano più lavori corrispondenti a codici ATECO differenti sarà necessario considerare la somma dei ricavi e dei compensi provenienti dalle varie attività.