Pensione a 57 anni: requisiti, a chi spetta e come fare

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
18/09/2021

Ci sono delle disposizioni molto articolate e complicate che spesso non sono conosciute ai più. Una di queste è la norma che consente ai contribuenti di andare in pensione a 57 anni, anche se risulta essere molto complicato. Vediamo insieme come funziona.

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Questa particolare norma prevede un anticipo di 10 anni sull’età pensionabile prevista dai regolamenti italiani: va ricordato che è assai complicato riuscire a rientrare in questa categoria.

Rimane però la possibilità di farlo, in quanto l’ordinamento italiano non prevede un’età minima per andare in pensione: dunque, rispettando determinati requisiti, è possibile andare in pensione a 57 anni.

Cerchiamo di capire come e quali soggetti potrebbero essere coinvolti.

Pensione a 57 anni: quando è possibile con la pensione anticipata?

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Anticipando in primis che non esiste una norma che specifica la possibilità di andare in pensione a 57 anni, ve ne sono due che in presenza di requisiti eccezionali lo consentirebbero: la pensione anticipata e la cosiddetta Quota 41.

La pensione anticipata entra in gioco quando il contribuente ha raggiunto:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi versati, se di sesso maschile;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi versati, se di sesso femminile.

Dunque, facendo due conti, si potrebbe andare in pensione sfruttando questa tipologia di normativa se si è iniziato a lavorare ininterrottamente (e regolarmente) già dall’età di 14 anni. Un caso piùttosto raro.

E con Quota 41?

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La forma di pensionamento Quota 41 è riservata alla categoria dei lavoratori precoci, e consentirebbe il pensionamento a 57 anni quando si rientra nelle seguenti classi:

  • persone con disoccupazione a seguito di termine del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
  • persone che forniscono assistenza da almeno sei mesi al coniuge o ad un parente di primo grado convivente, con handicap in situazione di gravità (i cosiddetti caregiver);
  • persone con capacità lavorativa ridotta, accertata come invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti che svolgono, da almeno sei anni sugli ultimi sette, attività lavorative gravose;
  • lavoratori dipendenti addetti alle attività usuranti o ai lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

In tutti questi casi sarà possibile andare in pensione a 57 anni se si è iniziato a lavorare all’età di 16 anni senza interruzione. Anche questo caso, seppur meno della pensione anticipata, è molto difficile.