Pensione: a chi spetta al compimento dei 71 anni

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/10/2022

Ci sono dei casi in cui per poter accedere alla pensione di vecchia è necessario attendere il compimento dei 71 anni e non dei 67 come generalmente previsto dalla legge. Vediamo insieme quando.

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Con l’insediamento del nuovo governo Meloni, si attende una riforma delle pensioni per impedire il ritorno alla legge Fornero.

Nel frattempo, le regole per la pensione minima e il versamento dei contributi volontari non sono cambiate e c’è chi rischia di dover attendere fino ai 71 anni di età per ricevere l’assegno INPS.

Cerchiamo di fare chiarezza.

Pensione minima con i contributi volontari

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La pensione di vecchiaia è una prestazione economica che spetta a coloro che soddisfano i requisiti richiesti dalla legge e per ricevere l’importo minimo sono sufficienti 20 anni di contributi, parte dei quali possono essere versati volontariamente.

I lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e iscritti alla Gestione esclusiva dei pubblici dipendenti, che possono vantare contribuzione al 31 dicembre 1995 e che rientrano nel regime retributivo con liquidazione della pensione con il sistema misto, possono accedere alla pensione di vecchiaia, per il biennio 2019-2020 e 2021-2022, al compimento dei 67 anni.

Contribuisce alla determinazione del requisito contributivo anche la contribuzione accreditata nelle gestioni diverse da quella esclusiva in cui risulti iscritto il pubblico dipendente.

Il lavoratore che ha cessato o interrotto l’attività lavorativa può accedere al versamento volontario dei contributi per perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione per accedere a tutte le pensioni dirette e indirette.

Chi deve attendere fino ai 71 anni

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Per quanto riguarda coloro che hanno iniziato a versare contributi ai fondi pensione dal 1° gennaio 1996, le regole per la pensione minima cambiano.

In particolare, i lavoratori per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 conseguono il diritto alla pensione di vecchiaia, per il biennio 2019-2020 e 2021-2022, al compimento dei 67 anni e con una contribuzione minima di 20 anni, purché l’importo della pensione risulti superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

Nel caso in cui si siano raggiunti cinque anni di contribuzione effettiva (cioè obbligatoria, volontaria e da riscatto con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo), a prescindere dall’importo della pensione, è possibile accedere al contributo al raggiungimento dei 71 anni di età.