Pensione anticipata a 58 anni: scende la penalità

Andare in pensione in anticipo comporta inevitabilmente una penalità, come tutti i lavoratori sanno. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’INPS, però, la penalità è scesa nell’ultimo periodo. Quanto è il taglio che si troveranno ad affrontare coloro che sceglieranno di andare in pensione anticipata a 58-59 anni? Vediamolo insieme. 

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Scende la penalità per chi sceglie di andare in pensione anticipata. Questa è la previsione che è stata fatta dall’INPS, nell’ultimo rapporto pubblicato dall’ente previdenziale. Come tutti i lavoratori sanno, scegliere di andare in pensione in anticipo rispetto all’età pensionabile comporta inevitabilmente una riduzione dell’assegno pensionistico.

Attenzione, però, perché nell’ultimo periodo la penalità, in proporzione, ha subito una decelerazione. Vediamo insieme nel dettaglio quello che è successo.

Pensione in anticipo: le modalità

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Come rendere più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro? La modalità più immediata e gestibile è proprio quella del ricalcolo contributo dell’assegno pensionistico – che viene effettuato in maniera proporzionale in base agli anni di anticipo. In particolare, per le donne resta in vigore l‘Opzione Donna, che consente di andare in pensione in anticipo prima rispetto a quanto previsto dalla legge.

Opzione Donna: cosa prevede?

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Opzione Donna è la modalità di pensione anticipata che consente alle lavoratrici di lasciare il posto di lavoro a 58 anni d’età (oppure a 59 anni d’età se si tratta di lavoratrici autonome) al raggiungimento di 38 anni di contributi accumulati.

Opzione Donna: scende la penalità

INPS

Secondo quanto riferito dal rapporto INPS, che ha analizzato le penalità che sono attribuite a chi va in pensione in anticipo, si è passata ad una penalità del 23% – che veniva assegnata nel 2013 – fino ad una percentuale dell’8%, che viene invece attribuita nel 2022.

Penalità per pensioni in anticipo: verso l’annullamento

La previsione dell’INPS è quella di una penalità che tenderà probabilmente a zero, se questo regime e questa modalità dovesse essere confermata. Una buona notizia, quindi, per chi rientra nella categoria di beneficiari potenziale.

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