Pensione di invalidità 2022, sentenza della Corte: cosa cambia?

La Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla pensione di invalidità rendendo l’accesso al contributo più facilmente per alcune categorie. Vediamo insieme le novità.

Disabili

La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla pensione di invalidità tramite la sentenza n. 6217/2022, facilitando l’accesso alla pensione per determinate categorie, dando il via libera all’attribuzione di un punteggio di invalidità più alto.

La pensione di invalidità civile è compresa tra i sostegni economici erogati dall’INPS per chi versa in condizioni di disabilità tali da compromettere il normale svolgimento di un lavoro. Si tratta di un assegno mensile che viene riconosciuto sulla base dell’invalidità riconosciuta e del reddito.

Vediamo insieme quali sono le novità in merito.

Pensione di invalidità 2022: cosa cambia

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Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione tramite la sentenza n. 6217/2022 le vittime di terrorismo e della criminalità organizzata, e del dovere, potranno accedere più facilmente alla pensione di invalidità, tramite l’applicazione di un punteggio maggiore.

Dunque, la Corte ha riconosciuto tra le cause che permettono un accesso più veloce alla pensione di invalidità non soltanto il danno biologico ma anche quello morale.

Pensione di invalidità civile 2022: come funziona

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Come precedentemente detto, la pensione di invalidità civile è un sostegno economico che viene riconosciuto a quei cittadini che presentano una determinata percentuale di invalidità che non consente loro di svolgere correttamente le attività di tutti i giorni, compreso il lavoro.

Per poter beneficiare dell’assegno in questione, è necessario che venga riconosciuta, tramite un certificato medico, una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 100%.

Oltre alla percentuale di invalidità, gli altri requisiti da rispettare sono i seguenti:

  • Mancato svolgimento di un lavoro;
  • Invalidità tra il 74% e il 99%;
  • Età anagrafica da 18 a 67 anni;
  • Cittadinanza italiana;
  • Iscrizione all’anagrafe comunale del comune di residenza per i cittadini stranieri comunitari;
  • Permesso di soggiorno di almeno un anno per i cittadini stranieri extracomunitari;
  • Requisito di residenza stabile in Italia;
  • Reddito che non supera la soglia stabilita ogni anno.

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