Pensione di reversibilità 2022: come funziona per i figli fuori dal matrimonio

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
25/04/2022

Il figlio minorenne nato fuori dal matrimonio ha diritto ad una quota di pensione di reversibilità più alta rispetto a quella attualmente prevista. È la Corte Costituzionale a chiarire la questione con la sentenza n. 100 del 19 aprile 2022. Vediamo tutti i dettagli.

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La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile che al figlio nato fuori dal vincolo matrimoniale spetti un trattamento diverso rispetto al figlio orfano dei genitori e ha segnalato al legislatore la necessità di un intervento tempestivo a tutela di questa categoria di beneficiari del trattamento di reversibilità.

Le novità sono presenti nella sentenza n. 100 depositata il 19 aprile 2022: vediamone insieme i dettagli.

Pensione di reversibilità e figli fuori dal matrimonio

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Il trattamento di reversibilità che spetta al figlio minorenne nato fuori dal matrimonio non può essere diverso da quello che spetta al figlio orfano dei genitori. È questa l’ultima novità comunicata direttamente dalla Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 100 del 19 aprile 2022 ha chiarito anche il caso della morte di un genitore assicurato:

Se il figlio superstite è nato fuori dal matrimonio, egli può contare solo sulla quota del 20 per cento a lui direttamente attribuita. È evidente che, nei casi come quello in esame, e a differenza del caso sotteso alla pronunzia di questa Corte del 2009, vi è bensì un altro avente diritto alla quota di reversibilità – l’ex coniuge superstite –, ma costui non è genitore di quel figlio: la mancanza del rapporto di filiazione fa, quindi, presumere che quest’ultimo non potrà beneficiare, neppure indirettamente, di tale quota.

Nel caso della morte di un genitore assicurato, di fatto, il trattamento di reversibilità spetta al coniuge superstite e al figlio minorenne:

  • nella misura del 60 per cento al coniuge;
  • nella misura del 20 per cento al figlio.

Pensione di reversibilità: gli altri chiarimenti

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La condizione del figlio nato fuori dal matrimonio, quindi, è comparabile a quella del figlio orfano di entrambi i genitori.

Tuttavia, pur riconoscendo l’inadeguatezza del sistema in vigore al momento, la Corte Costituzionale si rimette dall’esprimere una diretta e autonoma rideterminazione delle quote di reversibilità spettanti ai vari soggetti, poiché si tratterebbe di un intervento che invade l’ambito di discrezionalità del legislatore, che appunto può individuare possibili soluzioni al problema.

La scelta tra di essi, ovvero – in ipotesi – la scelta di un criterio ancora diverso, non può che spettare al legislatore, il quale, del resto, non ha mancato di cimentarsi, in passato, con le più varie soluzioni, afferenti al medesimo istituto della reversibilità ovvero ad istituti analoghi o finanche diversi: e si tratta di soluzioni che sono state messe in campo anche per far fronte ad istanze sovrapponibili, in misura più o meno ampia, a quella che ha mosso l’odierna questione di legittimità costituzionale.