Pensione di reversibilità 2022: cos’è, quanto vale e chi può richiederla

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
12/08/2022

La pensione di reversibilità consiste in un trattamento pensionistico riconosciuto ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore defunto. Vediamo nel seguente articolo le novità introdotte quest’anno e la lista dei soggetti che possono richiederla.

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La pensione di reversibilità viene riconosciuta ai superstiti di un pensionato o di un lavoratore venuto a mancare nella misura pari ad una quota percentuale della pensione del defunto.

Vediamo nel dettaglio a chi spetta il trattamento e quali sono gli importi erogati per il 2022.

Pensione di reversibilità 2022: importi e come funziona

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La pensione di reversibilità è un trattamento riconosciuto ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore venuto a mancare. Da quest’anno è stato esteso il diritto alla pensione di reversibilità dei nonni anche ai nipoti maggiorenni, orfani dei genitori e inabili al lavoro.

Per quanto riguarda gli importi, la normativa prevede che quelli della pensione di reversibilità riconosciuta ai superstiti, nella quota a loro spettante, si riducano in presenza di altri redditi. Il trattamento minimo di pensione varia ogni anno, in quanto soggetto a perequazione. Quest’anno è pari a 515,58 euro mensili, 6.702,54 euro annui, e i limiti per la pensione di reversibilità sono i seguenti:

  • nessun taglio in caso di redditi non superiori a 20.489,82 euro;
  • meno 25% per i redditi compresi tra 20.489,82 e 27.319,76 euro;
  • meno 40% per redditi compresi tra 27.319,76 e 34.149,70 euro;
  • meno 50% per redditi superiori a 34.149,70 euro.

Pensione reversibilità 2022: tutti i beneficiari

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La pensione di reversibilità viene riconosciuta in caso di decesso del pensionato in favore dei seguenti familiari superstiti:

  • il coniuge o l’unito civilmente;
  • il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • i figli minorenni alla data del decesso del dante causa;
  • i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età;
  • i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore, che non prestino attività lavorativa, che frequentano scuole o corsi di formazione professionale equiparabili ai corsi scolastici, nei limiti del 21esimo anno di età;
  • i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore, che non prestino attività lavorativa, che frequentano l’università, nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre il 26esimo anno di età.