Pensione di reversibilità: addio nel 2022?

11/09/2021

Sul caos attorno alla riforma del sistema pensionistico italiano è intervenuta anche l’OCSE, che ha suggerito alcune linee guida da seguire. Tra queste vi è la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità: vediamo i dettagli della proposta.

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Oltre all’eventuale riforma del sistema pensionistico, il suggerimento dell’OCSE è fortemente indirizzato alla riduzione dei costi del sistema previdenziale italiano, ritenuto eccessivamente elevato per favorire la ripresa economica post-pandemica. Un primo metodo per ridurli potrebbe essere quello di tagliare le spese per le pensioni di reversibilità.

Cosa andrebbe a cambiare rispetto ad ora? Scorpiamo insieme i dettagli della vicenda.

Pensioni: l’OCSE boccia quelle di reversibilità e Opzione Donna

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L’OCSE è intervenuta pesantemente contro il sistema pensionistico italiano, suggerendo modifiche e addirittura bocciando determinate riforme proposte al Governo dalle fazioni politiche. Due di queste sono le pensioni di reversibilità e la cosiddetta Opzione donna.


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L’Opzione donna permetterebbe alle donne di andare in pensione con 35 anni di contributi versati, ossia anche a 58-59 anni: ciò, secondo l’OCSE, andrebbe a creare dei costi troppo onerosi per le casse dello Stato Italiano.

Le pensioni di reversibilità ai superstiti sono considerate anch’esse eccessivamente onerose, soprattutto nel caso in cui queste vengano corrisposte a chi è lontano dall’età pensionabile. Si ricorda che tramite questa tipologia di pensioni lo Stato consente ai vedovi e alle vedove, di ottenere un assegno di reversibilità alla morte del coniuge.

Cosa accadrà nel post Quota 100?

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L’OCSE si è espressa anche sul futuro del sistema pensionistico e non solo su alcuni meccanismi.

In particolare, l’Organismo è d’accordo allo stop definitivo di Quota 100, che il 31 dicembre 2021 terminerà i tre anni di sperimentazione. La scelta di abolirlo è accettabile, in quanto la misura è ritenuta essere eccessivamente onerosa per le tasche dello Stato.

Utilizzando i dati a disposizione, infatti, l’OCSE ha stimato che il PIL italiano ne risentirebbe in maniera eccessiva e data la situazione in cui versa, soprattutto dopo la pandemia, non sembra essere la strada migliore da seguire.


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Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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