Pensione di Reversibilità, l’INPS attiva i rimborsi automatici ma non per tutti

Contesto e Aggiornamenti Recenti

L’INPS ha intrapreso azioni per conformarsi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 162 del 30 giugno 2022, riguardante la pensione di reversibilità. Questo provvedimento ha portato a un adeguamento sostanziale nelle politiche dell’istituto riguardo i rimborsi per i percettori di tali pensioni.

Dettagli sulla Pensione di Reversibilità

La pensione di reversibilità, come descritto dal sito web dell’INPS, è un beneficio previdenziale erogato ai familiari superstiti in caso di decesso del pensionato o dell’assicurato. La sentenza della Consulta ha stabilito che la pensione di reversibilità non deve subire decurtazioni eccessive anche nel caso di cumulo con altri redditi del beneficiario. Pertanto, la pensione può essere ridotta solo fino a concorrenza dei redditi stessi.

Cambiamenti e rimborsi

La sentenza ha scatenato una sorta di mini-rivoluzione nel sistema pensionistico italiano, determinando l’emissione di arretrati dovuti. L’INPS, dopo un iniziale ritardo, sta procedendo con i rimborsi automatici per i casi di pensioni di reversibilità indebitamente decurtate tra il 2019 e il 2023. Questo aggiornamento segue il principio che il cumulo tra pensione e reddito deve rispettare determinati limiti per garantire equità.

Chi riceverà i rimborsi?

I rimborsi sono destinati a coloro che, pur avendo dichiarato un reddito personale annuo superiore a quattro volte il trattamento minimo dell’INPS e non facendo parte di nuclei familiari con minori o disabili, hanno ricevuto un importo di pensione di reversibilità ridotto negli anni 2019-2023.

Impatto della Sentenza

La Corte Costituzionale, con la sua decisione, ha evidenziato l’inadeguatezza di un sistema che penalizzava i beneficiari della pensione di reversibilità in presenza di redditi propri. La sentenza ha rimarcato l’importanza del sostegno ai superstiti, valorizzando il legame familiare e garantendo che la pensione di reversibilità sia erogata in modo equo e conforme ai principi costituzionali.

Conclusioni

In seguito a questa sentenza, l’INPS ha dovuto adeguare le sue pratiche per assicurare il rispetto dei principi costituzionali e delle indicazioni dei giudici. I rimborsi che saranno erogati comprendono non solo il conguaglio in sé, ma anche gli importi correlati alla rivalutazione e gli interessi.