Pensioni 2022: qual è il nuovo piano del premier Draghi?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
25/10/2021

Il premier Mario Draghi sembra aver bocciato definitivamente Quota 100 come modello da utilizzare per il sistema pensionistico. Ora starà al governo comprendere quale modello utilizzare e come decidere di muoversi, anche in vista della futura Legge di Bilancio.

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L’ormai definitivo addio a Quota 100, dopo il termine del triennio di prova che finirà il 31 Dicembre 2021, è cosa certa. Così come è certa anche la assoluta contrarietà di Draghi a qualsiasi tipo di riforma del sistema pensionistico che includa l’uscita precoce dal mondo del lavoro.

L’esecutivo sta ora valutando vie alternative a Quota 100, e sta trapelando la possibilità che venga introdotta Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023, con l’idea di tornare alla normalità stabilita dalla Legge Fornero.

Riforma pensioni: gli scenari possibili

Italian PM Draghi attends a press conference

In queste ora, l’esecutivo si sta attivando per simulare il futuro andamento pensionistico in Italia, con l’obiettivo di tentare di valutare i costi di eventuali riforme da porre in essere. Ma le analisi tecniche non sono l’unica variabile da considerare, vi è infatti anche quella di trovare un accordo tra la maggioranza. Questo sembra assai complesso visti i differenti punti di vista che si ravvedono all’interno dei partiti che appoggiano il governo.

Cerchiamo ora di vedere le possibili vie alternative che i partiti hanno suggerito.

Post Quota 100: quali opzioni sono in considerazione?

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Dopo la netta bocciatura a Quota 100 dichiarata da Mario Draghi, è il momento di considerare tutte le alternative possibili. Le opzioni più probabili sono quelle di Quota 102,103 0 104, che si muovono sulla falsa riga di Quota 100, quindi somma di età e contributi versati, che potrebbero essere attuate in maniera progressiva già a partire dal 2022.

Tra le proposte del PD vi è anche quella di rafforzare l’Ape sociale, aumentando la lista dei lavori gravosi e permettendo così ad una platea più vasta di usufruirne. Va verso il mancato rinnovo invece Opzione Donna.

La Lega, forte sostenitrice di Quota 100, sta puntando forte su Quota 102, che permetterà di andare in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi versati.