Pensioni 2023: come funziona Quota 41?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
27/05/2022

Si torna a parlare di pensioni: dal 2023 potrebbe entrare in vigore Quota 41, l’opzione pensionistica voluta dalla Lega. Il meccanismo non prevede alcuna somma del requisito anagrafico e contributivo: vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta.

Pensioni

In queste ultime ore si è tornati a parlare di pensioni all’interno della maggioranza di Governo. La Lega torna a spingere per l’introduzione di Quota 41 a partire dal 2023, anno in cui terminerà Quota 102.

Ma in cosa consiste Quota 41? Essenzialmente, questo meccanismo permetterebbe di accedere alla pensione una volta raggiunto il 41esimo anno di contributi a prescindere dalla soglia anagrafica. Attualmente, quest’opzione è prevista soltanto per alcune categorie di lavoratori.

Vediamo insieme come potrebbe funzionare Quota 41 e quali sono i contro.

Quota 41: come funziona

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Nonostante sia definita Quota 41, questo meccanismo non prevede alcuna soglia di età anagrafica, poiché si basa soltanto sugli anni di contributi versati, che devo ammontare a 41. Dunque, il requisito anagrafico non viene sommato a quello contributivo.

Attualmente i casi di Quota 41 previsti riguardano i lavoratori cd. precoci, ossia coloro che sono in possesso, al 31 dicembre 1995, di contribuzione che possono far valere almeno 12 mesi di versamenti antecedenti al compimento del 19esimo anno d’età e che si trovano in una di queste condizioni:

  • chi è disoccupato e non percepisce da almeno tre mesi l’indennità di disoccupazione;
  • chi presta cure da non meno di sei mesi a un familiare entro il secondo grado, convivente con handicap grave;
  • gli invalidi civili con oltre il 74% di invalidità;
  • coloro che hanno svolto attività usurante o mansioni gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci non meno di sei anni negli ultimi sette di attività lavorativa.

I contro di Quota 41

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Nel 2021 l’Inps ha stimato i costi di un’estensione a tutto campo di Quota 41, i quali ammonterebbero più di 4 miliardi nel primo anno di “attivazione” per poi arrivare a superare la soglia dei 9 miliardi nell’ultima annualità di un percorso decennale. Per questo motivo il Governo resta poco convinto di questa opzione di pensionamento, dubbi sostenuti anche dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.