Pensioni 2023: come verificare la propria posizione con Pensami

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/01/2023

Pensami è il simulatore Inps che consente di sapere quando e come andare in pensione. Vediamo insieme quali sono le simulazioni che hanno suscitato più scalpore dopo le novità previste dalla Legge di Bilancio.

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Una nuova versione di Pensami, il simulatore dell’Inps che permette di calcolare la pensione, è stata caricata sul sito dell’Istituto. Il simulatore consente di conoscere quando e come andare in pensione cumulando tutta la contribuzione.

Purtroppo, la nuova versione ha messo in luce una grave problematica. Vediamo insieme nel dettaglio.

Pensioni: le novità di “Pensami”

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Il simulatore Pensami permette di calcolare  le proprie prospettive pensionistiche senza dover effettuare alcuna registrazione ed è stato recentemente aggiornato secondo le novità della Legge di Bilancio 2023.

La nuova versione di “Pensami” presenta un percorso semplificato per l’inserimento dei dati anagrafici e contributivi, la selezione di eventuali istituti aggiuntivi che potrebbero anticipare l’accesso alla pensione (riscatto titoli di studio universitari, periodi di lavoro all’estero, maternità fuori dal rapporto di lavoro, ecc.) e la visualizzazione dei possibili scenari pensionistici.

Giovane di 25 anni in pensione dopo 46 anni

Secondo il simulatore Pensami, un giovane di 25 anni in attività da 12 mesi potrà lasciare il mondo del lavoro anticipatamente a settant’anni e a riposo per vecchiaia a 70 anni e sei mesi, purché abbia accumulato contributi di almeno 46 anni e 4 mesi nel primo caso e oltre 20 anni nel secondo.

La situazione peggiora se si hanno tra i 5 e i 20 anni di contributi perché, in questo caso, si potrà andare in pensione di vecchiaia a 74 anni e 10 mesi.

A 30 anni in pensione dopo 45 anni

Un lavoratore nato nel 1990, potrà accedere alla pensione di vecchiaia una volta raggiunti 70 anni con 20 anni di contributi e a riposo con quella anticipata con 45 anni di contributi a prescindere dall’età.

Le altre simulazioni

Secondo il simulatore dell’Inps, invece, un uomo nato a gennaio 1982, quindi con poco più di 40 anni e che ha iniziato a lavorare nel 2010 a 28 anni, potrà accedere alla pensione anticipata a 66 anni e due mesi con almeno 20 anni di contributi e se ha maturato un importo di pensione superiore a 2,8 volte il minimo.

Nel caso della pensione di vecchiaia, sono necessari 20 anni di contributi per un assegno di 1,5 volte il minimo, per accedervi una volta raggiunti i 69 anni e sei mesi. Se non è riuscito a versare 20 anni di contributi dovrà restare a lavorare fino a 73 anni e 9 mesi (con 5 anni di contributi). Per l’anticipata ci vorrebbero 45 anni e 7 mesi di contributi ma arriverebbe nel 2055 comunque a 73 anni e 9 mesi.

Per una donna che ha ora poco più di 50 anni, che ha cominciato a lavorare a 25 anni, la pensione anticipata se si ha un assegno di 2,8 volte il minimo ed è totalmente nel sistema contributivo (nessun contributo versato prima del 1966) arriverà a 65 anni e 4 mesi (sempre che si abbiano 20 anni di contributi).