Pensioni 2023: le nuove fasce di rivalutazione

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
25/12/2022

Dal 2023, le pensioni saranno rivalutate al 7,3%, ma solo quelle che ammontano fino a 4 volte l’importo del trattamento minimo di pensione, dopo di che la percentuale di rivalutazione diminuisce. Vediamo insieme come.

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A partire dal 2023, le pensioni saranno soggette a rivalutazione e a un tasso pari al 7,3%, sulla base dell‘inflazione registrata nel 2022 e che prevede l’adeguamento degli assegni in base al potere di acquisto delle famiglie italiane.

Tuttavia, la rivalutazione interesserà soltanto gli assegni che ammontano fino a 4 volte l’importo del trattamento minimo di pensione. Infatti, quelli con importi superiori saranno soggetti a tagli progressivi in base alle sei nuove fasce di rivalutazione stabilite dal governo per il biennio 2023-2024.

La rivalutazione delle pensioni nel 2023

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Il governo Meloni ha deciso di rimodulare le attuali fasce di rivalutazione, che ammontano a 3, con 6 nuovi scaglioni, tramite l’introduzione di nuovi parametri che riducono progressivamente gli aumenti a chi prende assegni più alti.

A cominciare dal prossimo anno, le pensioni con importo limite pari a 4 volte il trattamento minimo saranno indicizzate del 7,3% e nel 2023 l’importo sarà pari a 562,63 euro al mese. Di conseguenza, la rivalutazione piena avverrà solo fino a 2.250,52 euro al mese e oltre questa soglia la pensione sarà rivalutata a una percentuale minore. Vediamo insieme le nuove fasce di rivalutazione.

Le nuove fasce di rivalutazione

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Le 6 nuove fasce di perequazione delle pensioni dal 1 gennaio 2023 sono le seguenti:

  • 100% fino a 4 volte il trattamento minimo
  • 85% da 4 a 5 volte il trattamento minimo
  • 53% da 5 a 6 volte il trattamento minimo
  • 47% da 6 a 8 volte il trattamento minimo
  • 37% da 8 a 10 volte il trattamento minimo
  • 32% oltre le 10 volte il trattamento minimo

Questa scaletta sarà attiva per il biennio 2023-2024 e i risparmi di spesa sono serviti a innalzare l’importo del trattamento minimo a 600 euro al mese per gli over 75, ma solo per un anno. La misura, fortemente chiesta da Forza Italia, sarà in vigore dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023.