Pensioni 2023 rivalutazione piena: aumenti fino a 2.625 euro

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
16/12/2022

A partire dal 2023, le pensioni potrebbero aumentare di 5 volte il minimo, fino a 2.625 euro. Questa è una delle ultime ipotesi che il governo vorrebbe inserire in Manovra. Vediamo insieme le ultime novità.

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La maggioranza sta valutando la possibilità di introdurre una rivalutazione piena delle pensioni fino a 5 volte il minimo con un aumento dai 2.101 euro attuali fino a 2.625 euro. Per rendere ciò possibile, le risorse investite ammonterebbero a 250 milioni di euro, ma l’emendamento deve ancora essere valutato dal Mef.

Manovra 2023: rivalutazione piena delle pensioni

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Per quanto riguarda le pensioni, la Manovra potrebbe prevedere un aumento delle pensioni minime fino a 600 euro per gli over 75 e per Opzione Donna potrebbe essere eliminato il requisito anagrafico legato al numero dei figli.

In merito alla rivalutazione degli assegni, questa potrebbe assestarsi tra le quatto e le cinque volte il minimo, dunque da 2.100 a 2.625 euro. Si tratterebbe, di conseguenza, di un’indicizzazione al 100%.

Manovra 2023: le ultime proposte su Rdc e Superbonus

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La maggioranza sta valutando di inserire un ulteriore taglio al Reddito di cittadinanza, in seguito alla proposta di Maurizio Lupi, esponente di Noi Moderati. Nello specifico, si tratterebbe di una riduzione dell’assegno da otto a sette mesi per i beneficiari occupabili. In tal modo, si risparmierebbero 200 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per finanziare ulteriori interventi previsti dalla Manovra.

Per quanto riguarda il Superbonus 110%, quest’ultimo potrebbe non essere confermato per il 2023, secondo alcune fonti del Mef. Ciò significherebbe che a poter usufruire della detrazione fiscale saranno soltanto coloro che hanno già deliberato i lavori entro il 25 novembre. In merito alla cessione dei crediti, il decreto Aiuti quater potrebbe contenere dei prestiti ponte per le imprese edili e la cessione agli intermediari qualificati passerà da due a tre. Inoltre, Sace potrà concedere garanzie in favore di banche e altri soggetti per sostenere la liquidità delle imprese.